Il SIC-ZPS Monte Ventasso si estende per oltre 2.900 ettari attorno al monte omonimo (1.727 m), alto massiccio isolato dalle cime adiacenti al crinale, situato tra le valli del Secchia e dell'Enza, nei comuni di Busana, Collagna e Ramiseto.
Il suo territorio, solo in parte ricompreso all'interno del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, è caratterizzato da ampi boschi di faggio alternati a castagneti ormai in gran parte abbandonati, che ricoprono i fianchi del monte fin quasi alla sommità, dove la prateria e i vaccinieti sono interrotti da affioramenti rocciosi che ospitano una rara vegetazione rupicola. Mentre sul versante sud prevalgono i castagneti, i pascoli e gli incolti, sul versante settentrionale i boschi di faggio si specchiano nelle acque del Lago Calamone, situato in un'ampia conca di origine glaciale che conserva un'area torbosa di elevato interesse naturalistico. Il sito ricomprende interamente anche la dorsale prativa di spartiacque tra le valli dell'Enza e del Secchia, in passato linea di confine tra gli stati estensi e parmensi.
Sono presenti 21 habitat di interesse comunitario (a ricoprire il 53% della superficie), 5 dei quali di importanza prioritaria, riconducibili a diverse formazioni erbose, ai ghiaioni, ai pavimenti calcarei, alle foreste alluvionali ed a faggete variamente miste.

Tra le specie faunistiche rare e/o minacciate sono presenti il lupo, l'aquila reale, il falco pecchiaiolo, il calandro, la tottavilla, l'averla piccola, il tritone alpestre, la rana italica e il vairone.
Tra le specie vegetali di particolare interesse naturalistico e protezionistico sono presenti: il celoglosso (Coeloglossum viride), il giuncastrello alpino (Triglochin palustre), la genzianella stellata (Swertia perennis), la vedovella delle Apuane (Globularia incanescens), l'asplenio delle fonti (Asplenium fontanum), la sassifraga toscana (Saxifraga etrusca), l'orchide palmata (Dactylorhiza incarnata), lo sparviere lanoso (Hieracium tomentosum), l'avena delle Alpi (Avenula praeusta), il caprifoglio nero (Lonicera nigra), l'assenzio genepì bianco (Artemisia umbelliformis), la cespica di Gaudin (Erigeron gaudinii) e la graminacea Homalotrichon pubescens ssp. laevigatum.
Succiso, Nismozza, Busana, Cervarezza Terme e Montemiscoso costituiscono i principali punti d'accesso al sito, che è fruibile anche nella stagione invernale per chi ama lo sci di fondo, il Nordik walking e le passeggiate con le ciaspole dal Passo di Pratizzano.

Testi tratti da "Aree Protette e rete Natura 2000 in Provincia di Reggio Emilia" a cura dell'U.O. Aree Protette e Paesaggio - Provincia di Reggio Emilia (Area Cultura e valorizzazione Territoriale - Servizio Pianificazione Territoriale, Paesaggistica e Ambientale).

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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