Il SIC IT5110002 "Monte Orsaro" ricopre un'area di 1979 ha della provincia di Massa e Carrara, suddivisa nei territori dei comuni di Bagnone, Filattiera, Pontremoli. I confini delimitano un'area piuttosto squadrata in direzione NW-SE, parallelamente al limite amministrativo con la Regione Emilia-Romagna. Il SIC si sviluppa nella fascia montana sul lato settentrionale del crinale appenninico e ricade per circa il circa il 55% all'interno del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Dal punto di vista paesaggistico e morfologico si caratterizza come area di crinale, che raggiunge elevazioni tra le maggiori dell'Appennino. 

Il sito è caratterizzato principalmente da boschi a dominanza di cerro, governati a ceduo matricinato, e prati stabili alle quote inferiori nel settore nord ovest in particolare nella zona dei prati di Logarghena.

Sono presenti inoltre arbusteti e cespuglieti, vegetazione arbustiva e arborea in evoluzione, zone con rocce nude e affioramenti, piccole zone umide, e formazioni arboree ripariali lungo il corso del Torrente Caprio.

Sono state riscontrate 41 specie vegetali di valore biogeografico e conservazionistico, tra cui in particolare Primula apennina Widmer, di interesse comunitario, e Aquilegia lucensis E. Nardi in All. 4 della Direttiva "Habitat".

Gli habitat Natura 2000 (All. I, Dir. 92/43 CEE) riscontrati nel sito sono i seguenti: 4030 Lande secche europee; 4060 Lande alpine e boreali; 6150 Formazioni erbose boreo-alpine silicicole; 6170 Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine; 6210 Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia), 6410 Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae); 6510 Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis); 8110 Ghiaioni silicei dei piani montano fino a nivale (Androsacetalia alpinae e Galeopsietalia ladani); 8220 Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica; 8230 Rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-Scleranthion o del Sedo albi-Veronicion dillenii; 9110 Faggeti del Luzulo-Fagetum; 91E0* Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae) e 9260 Boschi di Castanea sativa.

Per quanto riguarda fauna e zoocenosi, le ricerche e analisi condotte nel sito hanno consentito di definire la presenza di diverse specie di interesse conservazionistico tra cui Euplagia quadripunctaria (Falena dell'edera, specie prioritaria); Triturus carnifex (Tritone crestato italiano); tra gli anfibi la Rana italica (Rana appenninica); tra gli Uccelli Aquila chrysaetos (Aquila reale) e Lullula arborea (Tottavilla). Tra i Mammiferi Canis lupus, (Lupo appenninico, specie prioritaria) e diverse specie di Chirotteri tra cui Eptesicus serotinus (Serotino comune), Hypsugo savii (Pipistrello di Savi), Nyctalus leisleri (Nottola di Leisler), e Tadarida teniotis (Molosso di Cestoni).

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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