Il SIC Pietra di Bismantova interessa il territorio dell'omonima rupe, la più caratteristica forma di erosione selettiva della regione: uno spettacolare prisma di roccia che sembra galleggiare sui sedimenti argillosi circostanti.

L'isolato massiccio, sito nel Comune di Castelnovo ne' Monti, ha uno spessore di circa 120 m, raggiunge l'altitudine di 1047 m ed è caratterizzato da pareti alte e verticali strapiombanti sovrastate da un pianoro sommitale.
E' costituito da una roccia biocalcarenitica formata dall'accumulo di frammenti di gusci di molluschi, echinidi (ricci di mare) insieme a briozoi, alghe corallinacee, foraminiferi e denti di pesci. Tali sedimenti furono deposti circa 13 - 16 milioni di anni fa, in un mare poco profondo a clima temperato.
L'intorno del massiccio è caratterizzato da querceti cedui, campi coltivati e prati da sfalcio, siepi e praterie aride arbustate dominate dal ginepro comune, in un contesto tipicamente submontano.
Vi insistono 9 habitat di interesse comunitario, che coprono quasi la metà della superficie del sito, dei quali 3 di importanza prioritaria: ginepreti, formazione erbose, habitat rupicoli e di vegetazione erbacea pioniera, formazioni boschive e ghiaioni.
Il contesto vegetazionale è rappresentato da querceti misti a cerro e roverella, con diffusione di specie adattate al substrato roccioso quali maggiociondolo (Laburnum anagyroides) e sorbo montano (Sorbus aria), ma anche tiglio (Tilia platyphyllos), cerrosughera (Quercus crenata) e leccio (Quercus ilex) in situazione di rifugio. Tra le specie rare e/o minacciate sono segnalate lo sparviere lanoso (Hieracium tomentosum), la speronella lacerata (Delphinium fissum) e la vesicaria maggiore (Alyssoides utriculata), nonché numerose orchidee tra le quali Orchis pallens e Orchis mascula.
Per quanto riguarda l'avifauna, almeno 3 specie di interesse comunitario nidificano nell'area: la tottavilla, l'averla piccola, il succiacapre.
Tra le specie presenti rare e/o minacciate a livello regionale vi è il picchio muraiolo. Fra gli invertebrati è segnalata la specie di interesse comunitario cervo volante, coleottero legato agli ambienti forestali con resti di alberi marcescenti.
Il sito ricade per circa un terzo all'interno del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.

Testi tratti da "Aree Protette e rete Natura 2000 in Provincia di Reggio Emilia" a cura dell'U.O. Aree Protette e Paesaggio - Provincia di Reggio Emilia (Area Cultura e valorizzazione Territoriale - Servizio Pianificazione Territoriale, Paesaggistica e Ambientale).

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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