Quali sono gli organi di governo del Parco?
Il Parco Nazionale è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'Ambiente ed è costituito da: il Presidente (Fausto Giovanelli), il Direttore (Giuseppe Vignali), il Consiglio direttivo [I dodici membri del Consiglio sono: Anna Maria Poletti (Ministero), Giuseppe Neroni (Verdi Ministero), Matteo Tollini (Legambiente Toscana), Rosanna Scipioni (Università degli studi di Modena e Reggio Emilia), Marcello Tomaselli (Università degli studi Parma), Gioacchino Pedrazzoli (WWF Emilia-Romagna), Martino Dolci (Comune di Ramiseto), Walter Magliani (Università degli studi di Parma), Alcide Baldassini (Comunità Montana della Lunigiana), Pietro Romiti (sindaco di Comano), Pier Romano Mariani (sindaco di San Romano Garfagnano) ed Enzo Groppi, la Comunità del Parco (costituita dai presidenti delle Regioni e delle Province, dai sindaci e dai presidenti delle Comunità montane) e il Collegio dei Revisori dei Conti. L'Ente parco adotta il Piano e il Regolamento del Parco: il primo definisce l'organizzazione e gli obiettivi dell'area Protetta, il secondo disciplina le attività consentite al suo interno.

Quali sono i compiti del Parco?
Le aree protette costituiscono oggi un importante punto di incontro tra i vari livelli istituzionali: Stato, Regioni, Province, Comunità Montane e Comuni e tra una pluralità di competenze settoriali e scientifiche. Ai sensi della legge-quadro sulle aree protette (L. 394/1991) si tratta di luoghi "di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l'intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future". La legge assegna ai Parchi un ampio ventaglio di finalità, tra cui: la gestione ambientale per l'integrazione tra uomo e ambiente naturale; la salvaguardia dei valori storici, antropologici, archeologici e architettonici, nonché delle tradizionali attività agro-silvo-pastorali; la promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili; la difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici. La Comunità del parco, l'organo consultivo dell'Ente, promuove le iniziative atte a favorire lo sviluppo economico e sociale della popolazione residenti all'interno del parco e nei territori adiacenti. Oggi i Parchi abbracciano una politica rivolta assai più alla valorizzazione del territorio nel senso più ampio del termine che alla passiva conservazione delle risorse naturali.

Quale è la composizione del territorio del Parco?
Il Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano è stato istituito nel 2001 e interessa il crinale tra l'Emilia-Romagna e la Toscana: il suo territorio comprende parte delle province di Massa, Lucca, Reggio Emilia e Parma. Il Parco, che si estende per 26.149 ettari, racchiude un'area protetta regionale (il Parco dei Cento Laghi) e quattro riserve naturali statali (Pania di Corfino, Guadine Pradaccio, Lamarossa e Orecchiella). I Comuni che ne fanno parte sono: Corniglio, Monchio delle Corti (PR), Busana, Collagna, Ligonchio, Ramiseto, Villa Minozzo, Castelnovo ne' Monti (RE), Giuncugnano, San Romano di Garfagnana, Villa Collemandina (LU), Bagnone, Comano, Filattiera, Fivizzano, Licciana Nardi (MS).

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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