Giunchiglie di Logarghena

A primavera, le giunchiglie imbiancano le praterie più assolate del Parco e offrono panorami spettacolari soprattutto nelle ampie distese prative di Logarghena, a 1.000 m di quota, sul Monte Braiola.

Questi prati, un tempo venivano sfruttati intensamente per l'alpeggio del bestiame, attività ormai ridotta ma ancora praticata: non è difficile trovare ancora oggi al pascolo greggi di pecore di razza massese, dal tipico manto scuro. Dai prati, che dominano la Valle del Magra, si possono osservare le Alpi Apuane e le principali cime del crinale appenninico tosco-emiliano.

Oggi i Prati, sono meta di escursioni, passeggiate e picnic e alcuni sentieri permettono di raggiungere il Monte Orsaro, il Monte Marmagna ed il Lago Santo Parmense, attraversando brughiere a mirtilli e facendo sosta nei rifugi e bivacchi nella zona: il Rifugio Mattei, il Rifugio Mariotti e la Capanna Tifoni.

In quanto specie protetta, non è consentita la raccolta delle giunchiglie.

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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