Sentieri di umana e Re(g)ale natura tra l'Abetina e Ludovico Ariosto

da sabato 19 luglio 2014
al tempo delle castagne e anche oltre
installazioni e performance degli artisti di Arteumanze all'Abetina Reale di Civago


Arteumanze si connota come l'espressione artistica e culturale più grande d'Appennino. Più grande per il coinvolgimento d'artisti, la durata nel tempo, la genialità dell'idea, la qualità delle opere. Il tutto all'insegna di un vero festival di land art come pochi se ne contano sul territorio nazionale.
Il quarto anno segna un passaggio transumante: dal festival diffuso in Appennino al festival concentrato all'Abetina reale, nel cuore del Parco nazionale. Opere e artisti che si esprimono in un contesto eccezionale, gli uni a fianco degli altri. Una fatica, quella di salire sin quassù, che vale il costo di un salatissimo biglietto che si chiama… "sudore".
Arteumanze affianca questa edizione a un calendario di eventi, mirati, ad altri collaterali del circuito off, al pari di ogni migliore iniziativa culturale. Quest'anno si aggiunge la sfida del contest fotografico "Mi Piace Arteumanze", assieme alla seguitissima pagina Facebook. Arteumanze, certo, significa anche turismo, col suo sapere dare valore aggiunto a un territorio. Il Consorzio Conva crede alla bontà di questo festival e ne coordina ancora una volta l'intero progetto. L'obbiettivo è di crescere ancora e farne una land art stabile, come fiaba d'Arte e di Persone, caparbie del vivere in Appennino.
Buona Arteumanze a tutti.
Consorzio Conva

Il progetto:
2014 Arteumanze Reale/reale

Il gruppo degli artisti di Arteumanze per la quarta volta riprende la sua transumanza lungo gli appenninici "sentieri di umana natura".
A differenza degli altri anni le installazioni non si sparpagliano da Casina fino al passo del Cerreto. Si concentrano  invece in massima parte sull'Abetina Reale, con una serie di 'spostamenti sul posto'. Il cambio di passo non avviene per pigrizia degli artisti che dovrebbero transumare. Nè vengono trasgrediti i comandamenti originali di Arteumanze: pittori, scultori, poeti, scrittori, fotografi, attori, tutti a "a km zero" tutti d'Appennino, con ispirazioni e materiali forniti dalla natura realizzano opere immerse nella natura, alla quale quand'è ora ritorneranno. Si può parlare, per Arteumanze 2014, di scommessa accettata.
Una scommessa condivisa con il Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano che intende valorizzare un'Abetina conosciuta troppo poco rispetto a suoi meriti (ed eventuali demeriti). Una scommessa non difficile da accettare,  considerati gli spunti artistici in ottica Arteumanze offerti naturalmente dal luogo. Un grande luogo: splendide faggete e abetaie alle spalle di Civago tra i monti Giovarello e Prado, l'acqua del giovane Dolo, paesaggi appartati ricchi di flora e fauna, stimolanti percorsi lungo i sentieri per i rifugi San Leonardo, Segheria, Battisti, Bargetana.
E poi la storia: dei mulini e delle grandi segherie con migliaia di addetti impiantate nella valle del Dolo per la lavorazione dei tronchi d'abete, la ferrovia, le teleferiche e l'acqua per trasportarli; "l'orso da portare a Modena" al duca; la guerra con i suoi tragici contorni…
A tutto questo si aggiunge un altro elemento di suggestione: Ludovico Ariosto. L'autore dell'Orlando Furioso, nato a Reggio Emilia 540 anni fa, dal 1522 al 1525 fu governatore della Garfagnana che all'epoca comprendeva anche il territorio dell'Abetina Reale.
Non ci si stupisca dunque se tra le secolari essenze reali capiterà di incontrare l'Ippogrifo, Orlando e la Luna con nuove
ottave e fotografie… o se voleranno stornelli e arie del Maggio, all'Ariosto debitrici delle ottave in rima, metro degli epici ed amorosi scontri "che furo al tempo che passaro i Mori / d'Africa il mare". Se sui pascoli oltre che pecore e pastori si sentiranno versi di poesia.
Nella Biblioteca Re(g)ale allestita lungo il sentiero 605 si potranno leggere poesie e prose legate ai luoghi dell'Abetina Reale e tra di esse la raccolta dei 9 testi scritti per l'occasione dagli artisti.
Particolarmente nutrito il programma di spettacoli ed eventi collaterali, di performance 'estreme'.
Arteumanze 2014 si è concentrata sull'Abetina Reale. Però ha ali - creatività, leggerezza, attenzione alla sostanza delle cose - per volare da qui tra natura e paesaggio dell'Appennino Reggiano, tra la sua storia e i suoi uomini di ieri e di oggi. Dunque un'Arteumanze Re(g)ale, ancora una volta reale.

Il Parco nazionale dell'Appennino tosco emiliano
Arteumanze: ricerca espressiva e territoriale d'Appennino

Arteumanze ripropone e continua - da qualche anno e ad ogni estate - una ricerca espressiva e artistica che si ispira al territorio dell'Appennino reggiano. Ne propone nuove letture e percezioni, a volte forse lo prende a pretesto; in ogni caso non lo ignora e ne fa centro di attenzioni e punti di vista inediti. L'intrinseca libertà dell'espressione di ogni artista tende giustamente a sfuggire a inquadramenti e finalizzazioni diverse dall'espressione di ciascuno.
E tuttavia, all'inizio e alla fine questa rassegna, la quarta ormai, resta sul campo una traccia che va al di là delle singole "opere".
E' l'idea che il nostro territorio rurale è sempre meno da considerarsi un peso da portare e sempre più un luogo dell'identità...
o addirittura "moderna fabbrica", dove si determinano innovazione e conflitto, creazione di valore e di lavoro e alla fine anche identificazione o ricollocazione dell'appartenenza sociale... che sempre più esso deve essere oggetto di  passione, di analisi, di racconto, di interpretazione non seriale.
Forse è vero, forse no. E' comunque con questa "speranza" che il Parco Nazionale dell'Appennino tosco emiliano continua a sostenere questa manifestazione d'arte "locale" e territoriale (piuttosto che altre che magari non sarebbero meno meritevoli).
Il focus di quest'anno, nell'area di Civago-Abetina Reale, è magari solo per qualcuno solo un pretesto. Per il Parco Nazionale, che si ritiene punto fermo della committenza di Arteumanze, è una scelta precisa, geografica e geopolitica, ma non solo!
La frantumazione del vissuto civile comune di ogni angolo dell'Appennino è uno dei fattori della sua marginalità culturale, potremmo dire del suo alto "rischio periferia". Portare il tutto della ricerca artistica di Arteumanze su una
parte è anche un modo per "promuovere" quella parte - non vogliamo negarlo. Ma è anche un modo per proporre, trasversalmente ai luoghi e agli ambienti della "cultura locale", di essere attore e veicolo di una visione un po' allargata del territorio…
di una unione, che prima di essere un'istituzione, un Parco, o un'associazione di comuni, è una comunità che ha e vuole promuovere un comune senso di appartenenza e una visione dinamica e aperta della sua identità.

Fausto Giovanelli

Info e contatti: educazioneambientale@parcoappennino.it

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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