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Aquila reale

Il monitoraggio della presenza e dello stato delle specie particolarmente protette, in quanto attività finalizzata alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio naturale, dovrebbe essere uno dei temi centrali dell'attività degli Enti di Gestione delle Aree naturali protette. L'importanza strategica dell'attività di monitoraggio delle specie di interesse conservazionistico trova infatti pieno riconoscimento nel quadro legislativo di riferimento per le Aree Protette (L.394/91) ed anche nella legislazione regionale dell'Emilia-Romagna e della Toscana.

L'Aquila reale, pur essendo una delle specie più studiate e monitorate all'estero e sulle Alpi, fino al più recente passato non ha ricevuto in Appennino la giusta attenzione. I pochi e frammentari studi esistenti sono stati condotti soprattutto ad opera di Associazioni di volontariato e di appassionati. Ad oggi mancano ancora studi approfonditi e piani di monitoraggio realizzati su aree vaste e di lungo periodo.

Questo "vuoto informativo" e la reale portata degli studi compiuti fino ad ora, possono mettere a repentaglio la corretta gestione di questo rapace soprattutto nelle Aree Protette dell'Appennino.

In un'ottica di corretta gestione del complesso delle risorse naturali persenti nel territorio del Parco ha preso corpo il progetto "Studio preliminare sull'Aquila reale" finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con fondi straordinari nell'anno 2008. Obiettivo generale del progetto è quindi il monitoraggio della presenza di Aquila reale nel territorio del Parco ed in particolare del tasso di involo delle cinque coppie che nidificano nell'area protetta o nelle sue immediate vicinanze. Obiettivi specifici sono:
  1. sviluppare linee guida per la gestione della specie nel territorio del Parco;
  2. creare un effetto sinergico tra il personale afferente a tutti gli Enti territorialmente interessati dalla presenza della specie;
  3. implementare le conoscenze e lo scambio di informazioni tra il personale di vigilanza del Parco;
  4. sensibilizzare, informare e coinvolgere attivamente le comunità locali sull'importanza della tutela delle specie protette;
  5. sviluppare comportamenti "ecosostenibili" attraverso informazione e formazione puntuale dei fruitori delle aree protette.

Il progetto, della durata di due anni, è stato affidato alla LIPU di Parma ed ha preso avvio nel mese di aprile 2009. Nel corso del progetto saranno realizzati una monografia sull'Aquila e un documentario filmato.

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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