In Appennino dove la cooperazione di comunità fa scuola

Iniziativa nazionale dell'Alleanza Cooperative Italiane

( Sassalbo, 04 Gennaio 16 )

Si svolgerà nel cuore dell'Appennino reggiano la seconda edizione della "Scuola di cooperazione di comunità" promossa dall'Alleanza Cooperative Italiane con il contributo della Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano.

Un mese di confronti (da metà gennaio a metà febbraio 2016), approfondimenti, analisi ed elaborazione di progetti finalizzati a ridare prospettive economiche, e così anche prospettive di vita e di lavoro, a piccole comunità altrimenti destinate all'abbandono.

Il primo incontro si svolgerà venerdì 15 e sabato 16 gennaio a Cerreto Alpi, presso la cooperativa Briganti di Cerreto. Il secondo sarà venerdì 29 e sabato 30 gennaio a Succiso Nuovo presso la cooperativa La Valle dei Cavalieri

L'iniziativa, che ha una rilevanza nazionale, si inserisce nell'ambito delle attività che le centrali cooperative da tempo sviluppano per la promozione di una forma d'impresa che anche in altri Paesi va prendendo corpo proprio per il suo valore in materia di tenuta e rivitalizzazione delle aree socialmente e territorialmente più fragili. Ciò che si propone è un percorso di formazione che, a differenza di molti altri, parte da esperienze concrete già realizzate nell'alto Appennino Reggiano e in altri territori considerati marginali e spesso realmente segnati dal rischio di degrado e spopolamento.
"Il valore e l'originalità della "Scuola di cooperazione di comunità" – spiegano gli organizzatori – sta nel fatto che non ci muoviamo sulla base di studi teorici, ma avremo a riferimento realtà concrete di cooperative di comunità che hanno rianimato paesi, borghi e comunità e che oggi ci consentono di disegnare un vero e proprio modello di impresa che realizza una forte integrazione fra attività economiche, servizi e forme di relazione che possono mantenere e riportare vita in luoghi che per troppo tempo sono stati esclusivamente serbatoi di manodopera per altri territori in cui si concentrava lo sviluppo economico.
In quest'ottica, la scelta dell'Appennino reggiano come sede della nuova edizione del progetto dell'Alleanza Cooperative Italiane non è casuale: proprio nel contesto territoriale del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano e della nuova Area MaB Unesco, infatti, già vent'anni fa si sono insediate le prime esperienze apripista della cooperazione di comunità, con particolare riferimento alle cooperative Valle dei Cavalieri e Briganti del Cerreto.

"La scuola – sottolineano gli organizzatori – è aperta a tutti coloro che intendono conoscere questo strumento e apprenderne le modalità di lavoro, di divulgazione e valorizzazione quale strumento di tenuta e sviluppo territoriale per replicarle altrove con la flessibilità insita in questo modello di cooperazione.
Il programma prevede due momenti residenziali (il 15/16 gennaio a Cerreto Alpi e il 29/30 gennaio a Succiso) con interventi, tra gli altri, di Flaviano Zandonai (ricercatore Euricse), Paolo Rizzi (direttore del Laboratorio di Economia locale dell'Università Cattolica di Piacenza), Fausto Giovanelli e Giuseppe Vignali (presidente e direttore del Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano), Erica Migotto (ricercatrice del Centro internazionale di studi sull'economia turistica), Maurizio Davolio (presidente Associazione italiana turismo responsabile), Federica Bandin i (Università di Bologna), Mauro Lusetti (presidente nazionale Legacoop), Claudia Fiaschi (vicepresidente nazionale Confcooperative), Paolo Cottino (Politecnico di Milano), Paolo Venturi (direttore Aiccon).
Il percorso prevede anche una serie di testimonianze da parte di realtà attive in diverse aree del territorio nazionale, con particolare riferimento a Liguria, Trentino Alto Adige, Toscana, Emilia Romagna.
Info e iscrizioni: Nicoletta Mavilli – 0522-812798 – e-mail: n.manvilli@unioncoop.re.it

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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