Via Matildica del Volto Santo

Convegno a Reggio Emilia

( Sassalbo, 17 Febbraio 2015 )

Tra Mantova e Lucca attraverso terre matildiche e il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano: spiritualità, storia e paesaggio. Queste le idee, le suggestioni e i progetti esposti a Reggio Emilia nel Museo Diocesano. Ospiti d’eccezione, tra i quali Romano Prodi e il presidente della Regione Stefano Bonaccini hanno presentato il nuovo itinerario storico - culturale: ‘La Via Matildica del Volto Santo’. Un tracciato che da Mantova - passando per Reggio Emilia, le terre matildiche nel Parco Nazionale fino San Pellegrino in Alpe - arriva a Lucca. La presentazione ufficiale del percorso avverrà la prossima estate con un pellegrinaggio, dal 25 luglio al 5 agosto, ma già un notevole successo ha riscosso il lancio del grande progetto della una pista ciclopedonale. La figura di Matilde di Canossa, personalità chiave del medioevo europeo, è direttamente legata a quattro luoghi emblematici legati tra loro fin dal Medioevo. La via Matildica si innesta su quella del Volto Santo, simulacro che la leggenda vuole scolpito da San Nicodemo e portato sulle sponde di Luni nel 747 insieme all’ampolla del Preziosissimo Sangue. Il ‘Volto’ è conservato a Lucca e oggetto di pellegrinaggi da più di mille anni, mentre l’ampolla è venerato a Sarzama. 
Al convegno, promosso dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e dal Comune di Vezzano sul Crostolo, unitamente agli Uffici di Pastorale Giovanile delle Diocesi di Lucca, Mantova e Reggio Emilia-Guastalla, viene presentata l’idea di sfruttare i percorsi già esistenti e crearne di nuovi dove mancano. Mantova, che diede i natali a Matilde; San Benedetto Po, nella cui abbazia ebbe sepoltura prima di essere trasportata in Vaticano; Canossa, dove avvenne il noto episodio dell’umiliazione dell’Imperatore di Germania; Lucca, città originaria della famiglia di Matilde. Il tutto per un tragitto a piedi che prevede 12 tappe e ospitalità in varie strutture presenti sul territorio, come l’ostello di Guastalla o l’ex Abazia di Marola.
Le tappe, secondo una prima ipotesi, sarebbero: 1) Mantova – San Benedetto Po 2) Guastalla 3) Reggio Emilia 4) Vezzano 5) Carpineti 6 ) Toano 7 ) Morsiano 8) San Pellegrino in Alpe 9) San Romano in Garfagnana 10) Castelnuovo di Garfagnana 11) Borgo a Mozzano 12) Lucca. 
Questo sentiero, integrato con collegamenti ad altri luoghi vicini, a partire da Canossa, si presenta ricco di suggestioni sul piano paesaggistico e culturale, con chiese, castelli, monasteri e tante realtà di rilievo.

Come si è detto, all’incontro hanno preso parte Romano Prodi, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, Massimo Camisasca, il professor Paolo Piacentini del Gabinetto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, i sindaci dei Comuni capoluogo, il Presidente Unindustria Reggio Emilia, Mauro Severi, il Responsabile dell’Ufficio Paesaggio Direzione Regionale MIBAC Ilaria Di Cocco, il Responsabile di Progetto Soprintendenza SBAP di Bologna Emanuela Storchi e il presidente del Parco dell’Appennino Tosco Emiliano, Fausto Giovanelli.

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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