( Sassalbo, 10 Febbraio 2015 )

Invocata da un lato, avversata da un altro, la grande nevicata di questi giorni di febbraio ha riportato questa anomala stagione invernale un po’ più vicino alla normalità.

Quello che sembrava un autunno prolungato è finalmente diventato inverno grazie all’elemento della natura che più lo identifica: la Neve

La neve, nell’alto  Appennino è davvero una ricchezza e un dono della natura. Produce effetti benefici, mai misurati davvero, su un bel numero di servizi ecositemici, a monte e a valle. Crea disagi per un verso, ma per un altro consente da decenni all’inverno d’Appennino di essere una stagione turistica. La neve sostiene così lavoro, redditi e possibilità di tenuta ai borghi e agli storici insediamenti umani del crinale, dove i turismi estivi e invernali sono cresciuti finora in parallelo al ridursi delle attività agro-silvo-pastorali.

Col programma Neve Natura e Cultura d’Appennino, il Parco Nazionale ha scelto da anni di investire su questa risorsa naturale, mettendone a fuoco il fascino e la bellezza oltre che l’utilità,proponendo modelli sempre più innovativi e sostenibili di turismo, accompagnati dall’impronta dell’identità culturale locale. 

Lo sta facendo a partire da un coinvolgimento di scolaresche e giovani, insieme a operatori turistici, ristoratori, cooperative e comunità di Paese, inviando a tutto l’alto Appennino (alle pre-esistenti stazioni sciistiche ma non solo a quelle) una proposta di innovazione dell’offerta, fatta di aspetti materiali ed immateriali, di attrezzature e percorsi esperienziali inediti: sentieri della neve e ciaspole, sci escursionismo e fotografia, cani da slitta, snowboard, enogastronomia, osservazione degli animali e persino  letteratura. 

Tutto ciò il Parco nazionale sta promuovendo con manifestazioni e soggiorni organizzati dall’Ente (soprattutto nei giorni feriali) e d’altro lato stimolando e sostenendo attività di privati e associazioni (specie nei week-end).

Ad oggi dal 2007 al 2014 Neve Natura “istituzionale” ha prodotto 6677 pernottamenti  anche in luoghi dove l’inverno non è mai stato stagione turistica. 

Quest’anno sono previsti circa 25 soggiorni che coinvolgono Scuole provenienti da Reggio Emilia, Carrara, Fiorenzuola, Sarzana, Chioggia, Aulla, Villafranca, Bagnone, Guastalla, Busana, Toano, Carpineti, Villa Minozzo e  Castelnuovo ne’ Monti.

Al tempo stesso è cresciuta in maniera esponenziale  l’iniziativa di associazioni di vario livello dal CAI a Mangiatrekking, UispVerdeazzurro, Briganti di Cerreto, Altri Passi, Terre Emerse, Farfalle in Cammino, Passi da Gigante… e di operatori dell’accoglienza e della ristorazione, Rifugi e Centri Visita del Parco che stanno promuovendo centinaia (!!!) di ciaspolate ed escursioni organizzate in pacchetti che includono ristorazione e pernottamento alle quali si aggiungono inoltre eventi sportivi per i diversamente abili come Confondiamoci sulla neve, nonché traversate come Balla coi Lupi, gare, trail come il Trofeo Schiaffino e gli eventi portati in Appennino da Atletica Reggio. 

Sono in distribuzione pubblicazioni sui percorsi invernali dell’Appennino tosco emiliano in collaborazione con la Gazzetta di Parma. 

Abbiamo temuto, nelle scorse settimane “senza neve” la scomparsa dell’inverno. In effetti l’inverno in Appennino c’è ancora e ci sarà per molti anni. Anche se è cambiato, nel calendario, nella natura, così come nella cultura di chi ama fruirne. 

Il cambiamento climatico non appartiene più a un futuro ipotetico. E’ realtà presente. 

La meteorologia cambia da un anno all’altro ma le temperature medie sono sicuramente cresciute. Le precipitazioni sono più concentrate. L’inverno tende a spostarsi più avanti e forse a diventare più breve. Ma sopra i 1300/1500msl la neve e la natura sono ancora per 4 mesi l’habitat naturale dell’Appennino e del suo Parco Nazionale: strade forestali battute, percorsi per sci e ciaspole, escursioni al chiaro di luna o sulle tracce degli animali. Scenari di gelo e disgelo che cambiano di giorno in giorno e talora di ora in ora, bellezze e atmosfere autentiche e spesso sconosciute. 

La stagione della neve  nel Parco anche quest’anno è pronta a dare il meglio di sé.

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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