( Sassalbo, 10 Gennaio 2013 )

Per tutta l'estate 2012 la rivista Meridiani Montagne ha svolto, con il patrocinio del Club Alpino Italiano, un sondaggio tra i lettori e gli amanti della montagna al file di stilare la classifica dei cento Rifugi d’Italia più apprezzati: ‘Il Rifugio del Cuore’.

Anche il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano ha ottenuto un ottimo piazzamento con uno dei suoi rifugi in quota, il ‘Cesare Battisti’, di proprietà della sezione CAI di Reggio Emilia. La struttura, il cui nucleo storico risale agli anni ’20, sorge a 1761 metri d’altezza, presso la località Lama Lite, sullo spartiacque tra le valli del Dolo e dell’Ozola. Racchiuso fra il monte Cusna (2121m) e il monte Prado (2054m), il rifugio si trova nel cuore del Parco dell’Appennino Tosco Emiliano. Grazie alla sua collocazione particolarmente favorevole, il Rifugio Battisti è facilmente accessibile da Civago, Febbio, Ligonchio, Passo di Pradarena, Passo delle Radici, Casone di Profecchia e Parco dell’Orecchiella. Distrutto durante il secondo conflitto mondiale e ricostruito nel 1970 a opera dei volontari del CAI di Reggio Emilia, oggi è una solida costruzione in sasso armonicamente inserita nell’ambiente, dotata di 27 posti letto, sala da pranzo con 35 coperti, 4 servizi igienici, 1 doccia, impianto d’illuminazione a pannelli fotovoltaici, riscaldamento a legna, telefono con ponte radio oltre al bivacco invernale con 8 cuccette, recentemente ristrutturato.

Le motivazioni che hanno portato a scegliere ‘il rifugio del cuore’ si basano su parametri di valutazione diversi e soggettivi: l'importanza e la bellezza delle montagne circostanti, il valore storico del rifugio, il pregio architettonico dell'edificio, la particolarità e il valore paesaggistico, i propri ricordi personali. E sicuramente il Battisti, tra i rifugi della dorsale appenninica, è in grado di offrire suggestioni, panorami mozzafiato e una rete di sentieri che, affrontati con accortezza e serietà, possono essere accessibili e praticabili in tutte e quattro le stagioni.


La zona nella quale sorge il Rifugio Battisti, alla testata delle valli glaciali del Dolo e dell’Ozola, è uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino Settentrionale. Caratterizzato dalla presenza di vaste foreste di faggio e abete bianco, sono recentemente ricomparsi animali quali caprioli, cinghiali, marmotte, cervi. La grande quantità di ungulati presenti ha favorito la proliferazione di predatori, come il lupo, l’aquila reale, facilmente avvistabile dal rifugio.

In primavera e in estate di Rifugio è un ottimo campo base per chi vuole vivere l’Appennino, riconquistando l’equilibrio naturale, a piedi, a cavallo o in mountain bike, cogliendo gli aspetti salienti delle cime a cavallo fra la pianura e il mare.

Durante la stagione invernale l'Appennino si propone con il suo volto più puro e affascinante. Muoversi sulla neve con gli sci, con racchette e ciaspole, o con i ramponi, offre la possibilità di avventure appassionanti, ma allo stesso tempo alla portata di ogni escursionista ben attrezzato. I dintorni del Battisti durante l’inverno, infatti, offrono escursioni panoramiche, itinerari alpinistici e affascinanti discese di sci-alpinismo di ogni difficoltà. Il rifugio diviene allora un punto di sosta quasi indispensabile, dove ristorarsi e soprattutto dove apprezzare il calore e il senso di tranquillità profuso dalla presenza discreta dei gestori, Mascia Prodi e i suoi collaboratori.

Nel periodo estivo l'apertura è continua. Durante l’anno il rifugio rimane aperto nei fine settimana, ma è possibile concordare con il gestore aperture extra. Per informazioni e prenotazioni tel. 0522 897497 Mascia Prodi (mascia.prodi@tin.it) cell. 338-1000850  C.A.I. sezione di Reggio Emilia tel. 0522 436685

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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