Da Castelnuovo in Garfagnana a Castelnovo ne' Monti - in parte a sterrato

In auto         Elevato interesse: geologia Elevato interesse: panorama Elevato interesse: storia 
  • Partenza: Castelnuovo di Garfagnana

Zona del Parco: Dalla Garfagnana alle Terre Matildiche

Da Castelnuovo di Garfagnana si varca il Serchio e si sale sulla strada regionale 324 del Passo delle Radici, fino a Pieve Fosciana, paese raccolto intorno alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.

La tappa successiva è Castiglione di Garfagnana, borgo fortificato dell'Alpe di San Pellegrino, dove, dell'antica rocca eretta su uno sperone roccioso, restano i muraglioni e le torri perimetrali. Oggi è stata trasformata in residenza ed è proprietà privata. Il borgo sorge sotto la fortificazione, con la Chiesa di San Michele, risalente al '400, e la Chiesa di San Pietro, del XIII secolo.
Si lascia la strada regionale 324 e si devia sulla provinciale 48 per Villa Collemandina, quasi completamente ricostruita dopo il terremoto del 1920. L'elemento più importante del centro abitato è la Chiesa dei Santi Sisto e Margherita, di origine medioevale.

Salendo verso il Parco dell'Orecchiella, si toccano varie frazioni di Villa Collemandina, la prima delle quali è Magnano, borgata di origini antiche che conserva ancora abitazioni in pietra e loggiati risparmiati dal terremoto. Poi, deviando a destra, si sale a Massa, le cui vie sono ricche di antichi edifici, ed a Sassorosso, dove sul colle a monte dell'abitato restano le fondamenta della torre del Castello, affacciate sull'orrido carsico sul torrente Corfino.
Oltre il torrente, si arriva al borgo antico di Corfino, ai piedi del massiccio calcareo dell'omonima Pania.

Dal paese la strada provinciale prosegue fino al bivio per l'Orto Botanico della Pania di Corfino, già nel territorio del Parco dell'Orecchiella, che raccoglie le Riserve Naturali dello Stato dell'Orecchiella, della Pania di Corfino e di Lamarossa. Tornando alla provinciale, infatti, appaiono le indicazioni per il centro visitatori dell'Orecchiella, situato in un'ampia radura ai piedi dell'omonimo monte. Da qui si apre l'accesso libero ai sentieri della riserva.

Dal centro visitatori si continua sulla provinciale in direzione Soraggio: si devia al primo incrocio a destra, inoltrandosi nella riserva di Lamarossa, su una strada sterrata a tratti disagevole. Si raggiungono così gli Alpeggi di Campaiana e di Solera, in un contesto panoramico di grande bellezza. Presso il quale una strada forestale sale a Prato Maleta, dove si trovano alcuni alberi monumentali di castagno e di faggio. La strada si fa stretta e si affaccia sui versanti scoscesi delle gole del Serchio.

Oltrepassati i Comuni di Rocca Soraggio e di Sillano, si imbocca la strada provinciale 12 per il Passo di Pradarena, che risale la Valle del Serchio, attraverso spettacolari foreste. Dal passo, partono diversi percorsi escursionistici ed una strada forestale porta al vicino Passo di Cavorsella.

Oltre il passo, in territorio emiliano, la strada diventa la provinciale 18 e scende a tornanti nella vallata che confluisce in quella dell'Ozola. Si tocca il piccolo insediamento turistico di Ospitaletto, poi Casenove, dove merita una visita la Corte dei Papi, e la borgata di Vaglie, dal notevole patrimonio architettonico.

Proseguendo sulla provinciale 18 si incontra una deviazione a destra su pista forestale che sale la Valle del Rio Re: lungo il percorso emergono gli affioramenti dei Gessi Triassici. Inoltre, poco prima dell'abitato di Ligonchio, si trova un bivio a destra per la pista di servizio dell'Enel, da percorrere in mountain bike o a piedi: scende nella profonda gola della Valle dell'Ozola, prosegue fino al Passo di Lama Lite, al Rifugio Segheria ed al Passo delle Forbici.
Arrivati a Ligonchio, a oltre 900 m di quota, dove ha sede la Comunità del Parco e dove sorgerà l'Atelier dell'Acqua e dell'Energia, è possibile visitare il grande bacino idroelettrico poco più a valle, i cui impianti risalgono agli anni '20 e '30 del secolo scorso. Seguendo ancora la provinciale 59, si toccano varie frazioni, tra cui i borghi storici di Cerrè Sologno e Sologno.

Tornando appena prima di Sologno, si incontra un bivio e si prosegue con la provinciale 108 per Castelnovo ne' Monti. Si attraversa il paese di Carù, nel Comune di Villa Minozzo, vicino al quale resta un antico mulino e ci si immette nella spettacolare Valle del Secchia, dove dalle ripide pareti emergono i Gessi Triassici.
L'itinerario varca il fiume sul ponte del Pianello e risale il versante opposto fino ai centri di Bondolo e di Carnola, giungendo infine alla meta di Castelnovo ne' Monti.

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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