In auto: Dalla Garfagnana alle Terre Matildiche

Gli itinerari proposti in questo capitolo, si muovono tra il Passo di Pradarena ed il Passo delle Radici, dove si innalzano le vette più alte del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano: il monte Prado e soprattutto il monte Cusna, che delimitano uno spazio naturale incontaminato di vaste proporzioni.

A cavallo tra la valle del Serchio e la valle del Secchia, si attraversa un vasto repertorio di paesaggi, dalle foreste alle parterie, dai vaccinati alle ripide pareti rocciose degli "schiocchi" scavati dai torrenti.
In questo contesto di grande naturalità, la presenza dell'uomo e delle sue attività non è mai stata del tutto marginale: i tre principali valichi, il Passo di Pradarena, il Passo delle Fòrbici ed il Passo delle Radici, sono stati frequentati dall'antichità e percorsi da vere e proprie strade, dotate di ospitali e torri di vedetta, fin dall'alto medioevo. I domini della contessa Matilde di Canossa si estendevano in queste terre ed i castelli a lei più cari sorgevano sulla collina reggiana, a Canossa ed a Carpineti. Accanto a tutto questo, la storia degli umili: pastori, contadini, boscaioli, arrotini, braccianti e quant'altro.

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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