La Bismantova

Una fascia verde di foraggere inframmezzate a boschi e borghi agricoli fa da corona alla Pietra e alle sue pareti di arenaria. E' "la Bismantova" agricola che si snoda da Carnola a Campolungo attraverso i borghi di Ginepreto, Vologno, Maro e Casale, collegata da una strada che realizza un anello panoramico di 16 km, innestato per un breve tratto sulla SS 63 all'altezza di Castelnovo né Monti. Quest'area che si spinge verso sud fino al Secchia e ai gessi triassici, ospita oggi un'agricoltura di qualità raccolta attorno a tre latterie: Carnola, Maro e Casale. Nelle latterie di Carnola e Casale sono attivi punti di vendita diretta di prodotti locali, derivati dal latte e non solo. I borghi, un tempo esclusivamente agricoli, grazie alle qualità del paesaggio e alla felice esposizione stanno assumendo sempre più marcato valore e connotazioni residenziali. Presso l'antica chiesa di Ginepreto, in posizione panoramica tra la Pietra e il crinale appenninico è attivo l'agriturismo il Ginepro, Centro Visita del Parco. Una rete di sentieri, carraie agricole, risale dai borghi circostanti, fino alla rupe di Bismantova, raggiungendo l'anello più alto dei percorsi circostanti la parte rocciosa e raccordandosi con degli accessi alla sommità. Raggiungere la Pietra, a partire dai borghi agricoli, attraverso la fascia verde che la circonda, è una opportunità di escursioni facili, ben accessibili e di diversa lunghezza, godendo di panorami e scorci sempre diversi.

Tra Pietra e Gessi Triassici

La Pietra di Bismantova è la locuzione che da sempre identifica la rupe simbolo dell'Appennino Emiliano. Tutti percepiscono immediatamente cosa è la Pietra, e subito colgono il suo essere straordinaria.
Spazio da scoprire è, invece, "la Bismantova". Un'area più vasta, che ora è al centro di un ambizioso progetto.

Etimologia del nome

Bismantova, il mistero e il fascino sono già nascosti nel nome.
L'etimologia potrebbe essere collegata al ruolo di montagna sacra che la Pietra avrebbe avuto nell'antichità. Un'ipotesi si rifà all'etrusco man (pietra scolpita) e tae (altare per sacrifici). Altri propongono un'origine celtica, da vis (vischio), men (luna) e tua, che rimanderebbe alla raccolta notturna di vischio tra i querceti della zona, espressione di un antico culto lunare. Vismentua sarebbe variata prima in Bismentua e poi Bismantua.

  1. Latino volgare, nome dato per scherno dai Romani alla montagna tenuta dai nemici liguri, SUISMONTIUM ovvero monte del suino (suis) sottolineando la sagoma a forma di cinghiale della pietra vista da alcune angolazioni. Il nome poi sarebbe evoluto in Bismantova. (Cavalieri, Milani)
  2. Da BIG MAN TOW (grande campo trincerato dei Galli) dalla lingua dei galli che ebbero sulla pietra un luogo di culto (Rozzi)
  3. Dall'etrusco MANTAE (man pietra scolpita, monumento; tae ara, altare) e BIS trasformazione di HIS (raffigurazione). Quindi indicazione della foggia del monte che rassomiglia ad un altare naturale. (Bertani)
  4. Da Mantova perché vista dalla pianura aveva forma della città lombarda (Gargiolli)
  5. VIS MONTIUM (forza della montagna)
  6. BIS MANTO manto grigio dialettale riferito al colore grigio della pietra
  7. Dal termine bizantino(sopra la pietra c'era loro roccaforte contro i longobardi) OYSAMBATON (difficile da salire) poi elaborato dalla popolazione
  8. Bismantova perchè a metà strada tra Mantova e Lucca (Carri, p 117 in relazione all'importanza delle due città in epoca Canossiana)

Sentieri CAI

1. Cai 697a: sale da Castelnovo - Pieve di Campiliola, passando per la località Cà Pavoni, sale rapidamente fino alla località Cà dal Lovastrel. Il percorso è abbastanza impegnativo, con forte dislivello ed accidentato. Lungo il percorso si incontrano diverse strutture rurali, costruzioni in abbandono e soprattutto molti metri di muri a secco che sostenevano terrazzamenti per pascoli e piccole coltivazioni. A Cà dal Lovastrel, dove è presente un'interessante struttura rurale a due piani, si intercetta il sentiero Spallanzani. Proseguendo lungo lo Spallanzani si raggiungono verso sud la sommità della Pietra e verso est la località campo Pianelli. Sempre da Cà del Lovastrel proseguendo lungo il 697 a in direzione ovest, si percorre l'anello più esterno della Pietra che passando da Sassolungo, porta all'Eremo.
Una variante interessante che evita il tratto in forte salita iniziale, è data dal passaggio per Cà Pattino; questa variante coincide all'inizio con il sentiero 697a il quale si stacca con carraia sulla destra, poco dopo le ultime case di Castelnovo. Proseguendo sulla strada asfaltata si sale a Cà Pattino, si attraversa il borgo e dopo l'ultima casa si procede su un sentiero che si raccorda col sentiero Spallanzani.

2. Cai 697: il sentiero da sotto la Foresteria si stacca dallo Spallanzani e completa l'anello esterno in direzione sud nord sul versante est della Pietra, andando a ricongiungersi allo Spallanzani sotto Campo Pianelli

3. Cai 699-699a percorrono le pendici est della Pietra, da questi percorsi partono le principali vie di arrampicata

4. Cai 697: coincide con lo Spallanzani per il tratto che compete la salita e la sommità della Pietra

Sentiero Spallanzani: è intitolato all'illustre scienziato di Scandiano Lazzaro Spallanzani. Egli viene considerato padre della scienza moderna, grazie agli studi che nel XVIII secolo avevano alla base l'osservazione empirica della natura e gli esperimenti. Il sentiero parte da Scandiano, attraversa il territorio di Viano, Carpineti, Castelnovo, Ligonchio, raggiungendo il crinale e San Pellegrino in Alpe. Sul percorso vengono intercettate le principali particolarità naturalistiche, geologiche che caratterizzano il territorio collinare e appenninico come: le salse di Regnano, le formazioni geologiche del crinale Valestra-Fosola, la Pietra di Bismantova ed il suo territorio, i Gessi triassici, il crinale. Attraversa molti siti della Rete natura 2000.

Sentieri agricoli dai borghi
Carnola:
il percorso sale alla Pietra dal centro del borgo di Carnola, a pochi metri dalla Latteria e dal parco comunale, e attraversa su comode carraie, boschi e campi costeggiati da siepi. Nell'ultimo tratto si intensifica la presenza di massi anche di grosse dimensioni staccatisi dalla montagna, qui la vegetazione si fa più rada, più bassa fino a che si entra in una pineta di rimboschimento, fino a raggiungere il sentiero Spallanzani proprio sotto la foresteria San Benedetto
Casale 1: si imbocca in corrispondenza dell'incrocio tra via Casale e Via Marconi al limite sud di Casale, la carraia sale attraverso coltivi, separati da siepi fino a incrocio con Sentiero Spallanzani che raggiunge la foresteria.
Casale 2: salendo da Via Marconi in Via Pietra si svolta a destra su carraia alla prima casa del borgo soprastante di cà Fiori; passando attraverso boschi di vario tipo, tra cui un bel castagneto di impianto secolare, si raggiunge il sentiero 697 sotto la Foresteria.
Tra i percorsi Casale 1 e 2 esiste un raccordo di collegamento tramite il borgo di Ca Fiori o Cà Sassi (Pra del lago). Sul percorso 2 infatti, attraversando il borgo, ci si ritrova su un carraia che incrocia proprio il tracciato 2.
Casale 3: dal centro storico (Oratorio degli angeli custodi) si attraversa il borgo su via della Fontana passando per via Marconi, si prosegue verso le ultime case, inoltrandosi dapprima in boscaglia rada, poi si prosegue attraverso coltivi e sassaie, si intercetta via Fontana Cornia proprio presso il confine del parco nazionale e sempre attraverso coltivi, si raggiunge il sentiero 697
Fontana Cornia: il percorso sale dalla località Fontana Cornia, seguendo l'omonima via che si stacca da via Marconi e si raccorda a quello identificato Casale 3, poco sotto l'incrocio con 697. Intercetta sassaie e campi molto mossi coltivati principalmente a patate.
Via Crucis: Il percorso inizia dall'Oratorio degli angeli Custodi di Casale, percorre tracciati e carraie in parte anche ripresi dai percorsi sopra citati ed è stato dotato di nicchie identificative delle 14 stazioni classiche della via Crucis. Predisposto nel 2012 dagli abitanti di Casale, offre una modalità di percorrenza devozionale da uno dei borghi più significativi della Bismantova e dal suo antico Oratorio, fino alla Foresteria di San Benedetto e all'Eremo, vero simbolo dei pellegrinaggi che da secoli hanno come protagonista la Pietra.


Bibliografia

W. Baricchi, 1988, Insediamento storico e beni culturali Appennino Reggiano, Reggio Emilia
F.Re, 1927, Viaggio agronomico per la montagna reggiana, Reggio Emila, Offiicine grafiche reggiane
G.Montipò, 1976, La Pietra di Bismantova, Bologna, Tamari Editore
M.Salvo, D.Canossini, 2003, Appennino ligure e tosco emiliano, Milano, CAI-TCI
J. Bragazzi 2008 Bismantova, La Pietra. Segreti ed emozioni tra cielo e terra, Trento, Ed. Panorama
A. Nobili 1998 La Pietra di Bismantova, Reggio Emilia, AGE

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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