Il 13 novembre la presentazione della ricerca dell’Osservatorio Appennino Reggiano della Camera di Commercio.

Turisti da fuori provincia quasi al 60%

( Sassalbo, 12 Novembre 18 )

E' decisamente il fascino della natura a richiamare i turisti (440.000 presenze) nel nostro Appennino. Con una quota del 34,6% sul totale, proprio la bellezza degli ambienti è la prima ragione della scelta a favore delle nostre montagne, seguita dalla cultura che si respira in questi luoghi (22,3%) e, al terzo posto, dalle eccellenze enogastronomiche (14,7%).

I dati emergono dall'indagine curata dall'Osservatorio Appennino reggiano della Camera di Commercio, che il 13 novembre sarà presentata al Teatro Bismantova di Castelnovo ne' Monti.

L'articolata ricerca (che tra l'altro vede in sensibile crescita il "senso di appartenenza" dei giovani rispetto all'Appennino e al paese d'origine) ha coinvolto imprese e associazioni, residenti, insegnanti e studenti della montagna, ed in particolare i giovani degli Istituti Mandela e Cattaneo di Castelnovo ne' Monti e dell'Istituto Tramello di Bobbio (Pc), guidati dai ricercatori dell'Università Cattolica di Piacenza coordinati dal prof. Paolo Rizzi.

I dati raccolti, tra l'altro, consentono di sottolineare la progressiva attrattività nazionale ed internazionale del nostro Appennino; secondo i 70 operatori turistici intervistati, infatti, poco meno del 15% dei turisti proviene dall'estero, il 23% da altre regioni italiane e il 21% da altre aree della regione.

La ricerca – curata in collaborazione con il Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano – fornisce anche indicazioni strategiche riguardo al futuro: operatori e turisti, ad esempio, sono d'accordo nell'indicare la necessità di interventi sul tema dei servizi per la mobilità, su un maggior lavoro in rete e sull'utilizzo di nuovi strumenti di comunicazione e prenotazione on line.

Alla presentazione del 13 novembre – coordinata da Paolo Rizzi e da Giovanni Teneggi, responsabile dell'Osservatorio camerale – interverranno, insieme agli insegnanti e agli studenti degli istituti scolastici coinvolti, Tiziano Borghi (vice presidente Unione Montana dei comuni dell'Appennino Reggiano), Stefano Landi (presidente Camera di Commercio di Reggio Emilia), Fausto Giovanelli (presidente Parco nazionale Appennino Tosco–Emiliano), Andrea Corsini (assessore al Turismo della Regione Emilia Romagna), Natalia Maramotti (presidente Destinazione Turistica Emilia), Irene Checchi (responsabile marketing territoriale di Emil Banca), Matteo Beghelli (Centro Studi Unioncamere Emilia-Romagna), Luca Calzolari (giornalista, direttore di Montagne360, rivista del CAI), Elena Paterlini (Libera Osteria del Barazzone), Silvio Boveri (Sportwood), Dario Torri (cooperativa di comunità Valle dei Cavalieri) e Marco Giannarelli (Turismo Appennino).

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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