Frane: il Parco Nazionale scrive a Ministero Ambiente

Una lettera indirizzata al Ministero dell’ambiente per la manutenzione del territorio. No a un’immagine negativa dell’Appennino

( 11 Dicembre 08 )

Il Parco scrive al ministero, per richiamare l'attenzione sulla fragilità idrogeologica del crinale appenninico. Al tempo stesso, il presidente Fausto Giovanelli invita anche a prendere le distanze da alcuni toni eccessivamente negativi che possono danneggiare l'immagine della montagna.

"Molti chiedono se non sia il Parco –spiega il Presidente- a dover operare gli interventi di ripristino e adeguata manutenzione. In verità tocca a un'altra direzione generale del Ministero, quella che si occupa dell'assesto idrogeologico, nonché a Regioni, autorità di bacino e Protezione civile, operare gli interventi materiali di manutenzione e prevenzione. Le risorse cospicue che servono per queste opere passano dal Ministero dalle Regioni o direttamente dalla Protezione civile e non transitano nei bilanci dei Parchi. E giustamente perché il territorio va tutelato nel suo insieme e non solo nel perimetro dell'area protetta.

 

In questa circostanza, è proprio il territorio del Parco a essere colpito nel suo principale collegamento, la SS63 e la Gatta Pianello in un'area di grande pregio.

Certo, alla Direzione generale della difesa del suolo dobbiamo chiedere un'attenzione particolare e la disponibilità ad erogare con priorità finanziamenti per la manutenzione laddove, come si è rivelato, il territorio dell'Appennino si dimostra naturalmente predisposto, anche in conseguenza dell'abbandono, a fenomeni che colpiscono zone abitate e collegamenti importanti. Un'adeguata manutenzione ordinaria, come si sa, può risolvere di molto i rischi e i danni soprattutto per il futuro.

 

Scriviamo al nostro ministero senza con questo volere aggiungere la voce di questo ente ai toni allarmistici eccessivi, che parlano di "mancanza di pane e medicine" fornendo un'immagine da un lato non veritiera. Le autorità locali sono presenti e in grado di assicurare comunque i servizi essenziali. D'altro lato perché alla vigilia di una stagione invernale che si annuncia promettente per le attività della neve, non è il caso di scoraggiare i potenziali turisti dando un'immagine di un'area che non è servita, ed è isolata dal resto del mondo. Ad esempio Cerreto Laghi ha registrato un ottimo avvio di stagione. I problemi vanno affrontati ma ciò che va evidenziato sono anche le opportunità che le nevicate di questi giorni ha aperto per il periodo natalizio su tutto il crinale. Se abbiamo ambizioni di sviluppo turistico -conclude il Presidente- dobbiamo lavorare tutti a un'immagine del territorio positiva e aderente alla realtà".

 

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
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Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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