MAB UNESCO: una visione coesa

( Sassalbo, 03 Settembre 2014 )

E con Villa Minozzo sono diventati 38. Trentotto delibere di consigli comunali e giunte di altrettanti comuni, da 5 province per oltre 100mila abitanti e 220 mila ettari di territorio: i sentieri , i pascoli, le nevi, i boschi del crinale; i groppi e gli "schiocchi; le foraggere di media collina d'Emilia, i terrazzamenti per il farro, per gli ulivi, il miele, la vite, la frutta di Lunigiana e Garfagnana; borghi semiabbandonati e paesi ancore fiorenti; alcuni centri direzionali con servizi scolastici, sanitari, commerciali, professionali di qualità.

 L'Appennino che si candida all'UNESCO fa centro sul Crinale e sulla sua eccellente biodiversità, sulla sua qualità dell'aria e del paesaggio, sul suo buon vivere. "Si riprende la sua identità", si sarebbe detto una volta; non si rassegna ad essere periferia della Via Emilia e della Via Aurelia o dell'Aulla/Lucca. Si presenta come un'area rurale di qualità che, passata la sbornia del fordismo nel lavoro e nella cultura, vede nel proprio territorio, grande e diverso, la vera fabbrica. La fabbrica del reddito, del lavoro, dei servizi ambientali, dell'energia, dell'abitare, del relazionarsi, dello scambiare. Fabbrica anche di cultura, di modelli di lavoro e impresa plurifunzionali, di stili di vita legati al luogo e alle stagioni. Finalmente senza subalternità. 

UNESCO MAB non è una banca e non è un ente pubblico. E' una visione coesa, orgogliosa, memore dell'antico e consapevole del moderno, ma soprattutto convinta del valore dell'Appennino nel mondo di oggi, nel mondo globale; Appennino che si confronta  con l'Agenzia Mondiale dell'educazione, della scienza, della cultura. 

Una "vision" di per sé non sposta nulla, ma può avere la forza delle idee che camminano sulle gambe di molte persone. Idee che confrontandosi si approfondiscono, si rafforzano, si sviluppano, entrano in osmosi: un credo laico e appassionato, nelle potenzialità di un territorio d'Appennino che smette di piangersi addosso e si "candida" a competere sui valori, sul sapere, sul fare.

Le 350 pagine del "form" di candidatura sono ancora da perfezionare, da studiare, ma sono già la traccia delle 1000 cose che si devono fare per uscire dalla stagnazione  e non siamo affatto certi che basteranno 1000 giorni. Di una cosa però siamo certi: né in Europa, né in Italia, né in Appennino nessun "governo" ce la farà da solo. I popoli, la gente, le comunità locali, le imprese, i giovani, in democrazia non sono sudditi beneficiati o sfruttati da governi buoni o cattivi . Sono cittadinanza, soggetti responsabili, soggetti che come direbbe Amartya Sen hanno "la capacitazione" , cioè la possibilità e la forza di provvedere a se stessi armandosi di idee e volontà. L' Appennino Tosco Emiliano sta riorganizzando il suo assetto istituzionale. Unioni e fusioni di piccoli Comuni, per essere più efficienti, ma anche più rappresentativi. Sta anche armandosi di idee e programmi e valori per affrontare il mare aperto della competizione economica culturale e sociale italiana e mondiale. Che tutte le rappresentanze democratiche del territorio in primis i Sindaci, i consigli comunali, maggioranze e minoranze, abbiano detto "sì" è un segno  importante e inequivocabile… Con MAB UNESCO il Parco Nazionale ha proposto ricerca e sviluppo allargati a tutto l'Appennino. Sul territorio-fabbrica l'innovazione non scende dal cielo, non si predica e non si invoca ,si fa !

Fausto Giovanelli 

presidente del Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano

Condividi su
 
© 2022 - Ente Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano
Via Comunale, 23 54013 Sassalbo di Fivizzano (MS) Tel. 0585-947200 - Contatti
C.F./P.IVA 02018520359
Codice univoco per la fatturazione elettronica: UF6SX1 PagoPA
Albo Pretorio - Amministrazione trasparente - URP - Privacy
Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

Facebook
Twitter
Youtube
Flickr