Gli studenti dell’Università di Pisa in Appennino sulle orme di pastori, viandanti e contrabbandieri.

Prosegue il progetto che vuole ricostruire l’antica viabilità tra Pianura Padana e mar Tirreno

( 10 Dicembre 10 )

Il progetto è nato nel 2008 su proposta della cattedra di Metodologia della Ricerca Archeologica dell'Università di Pisa e coinvolge numerosi enti pubblici dei due versanti dell'Appennino tra Lunigiana orientale e Reggiano, tra i quali il Parco Nazionale dell'Appennino tosco emiliano, con la fondamentale collaborazione delle Soprintendenze per i Beni Archeologici della Toscana e dell'Emilia Romagna.

Il progetto si propone di mettere in atto indagini archeologiche nel territorio della Lunigiana orientale e dell'Appennino Parmense-Reggiano volte alla comprensione della viabilità e dei rapporti tra i due versanti e, per estensione, tra l'area emiliana, la Lunigiana orientale e l'alta Garfagnana, nell'ambito di un più ampio sistema stradale medievale che vedeva nelle grandi strade quali la via Francigena o la via di Santiago le principali direttrici in ambito europeo.

Dopo le ricognizioni effettuate sul versante toscano del passo del Cerreto, tra il Cerreto e l'Alpe di Succiso e la prima fase dello scavo del sito archeologico in cui sorgeva l'antico Ospedale di San Lorenzo al Passo delle Cento Croci, nelle scorse settimane il gruppo degli studenti universitari, con il responsabile del progetto Prof. Massimo Dadà ha percorso l'alta valle del Secchia, per individuare l'antica viabilità in quell'area. L'obiettivo era quello di documentare i tratti ancora riconoscibili dei tracciati viari di più antica frequentazione, quelli che venivano percorsi mille anni fa da mercanti, pellegrini e briganti, ma anche dai cavalieri che abitavano queste terre. Affiancando lo studio delle carte alle escursioni sul campo il gruppo degli strumenti è riuscito ad individuare alcuni tratti ben conservati di due importanti e antichissime direttrici: quella che veniva chiamata la Strada Parmesana, che collegava il Passo del Cerreto con Pratizzano e poi procedeva verso la val d'Enza, e la strada della valle del Secchia che scendeva dal passo del Cerreto verso Castelnovo ne'Monti.

Durante l'inverno verranno elaborati i dati ottenuti e saranno effettuate ricerche negli archivi storici, mentre il progetto procederà il prossimo anno con nuove attività didattiche di cui saranno sempre protagonisti gli studenti del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Università di Pisa; l'esperienza sul campo fa parte del loro percorso di studi ed assieme al Prof. Massimo Dadà riprenderanno sia le ricognizioni degli antichi tracciati viari, sia le ricognizioni e le attività più strettamente archeologiche nei siti degli ospitali di passo a San Lorenzo e a Linari. "E' un progetto complesso", dice il Prof. Dadà, "ma speriamo di poter ottenere buoni risultati e di chiarire i punti oscuri che oggi rimangono sulla vita e sulle frequentazioni degli Ospitali che sorgevano sui nostri passi appenninici, punti fondamentali per chi percorreva le nostre montagne in antichità".

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Un parco tra Europa e Mediterraneo

L'Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell'Emilia, respira le arie dell'Europa e quelle del Mediterraneo.
Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri.
È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.
Si concentra qui gran parte della biodiversità italiana favorita dalla contiguità della zone climatiche europea e mediterranea.
Oggi sempre di più sono turisti ed escursionisti, con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un'agenda diversa.

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