PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO TOSCO-EMILIANO
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START UP
Con il termine START UP si identificano l'insieme di operazione ed il periodo che caratterizzano l'avvio di un impresa o di una organizzazione. Nella fase di START UP si realizzano gli interventi che garantiscono la visibilità e la personalità dell'organizzazione e che saranno funzionali alla successiva realizzazione delle principali attività.
Per quanto riguarda il Parco Nazionale dell'Appennino tosco emiliano, la fase di START UP sino al 2007 non è stata affrontata in modo organico in quanto dopo l'istituzione (2001) il Parco non ha mai avuto, se non per brevissimi periodi, organi di governo politico e la gestione non è mai andata al di là dell'attività ordinaria tipica della gestione commissariale.
L'obiettivo principale delle attività previste dalla START UP del Parco Nazionale è dotare l'Ente ed il territorio di una serie di strumenti ed interventi tali da far emergere i valori di eccellenza del Parco, a partire da quelli naturalistici, paesaggistici, storici e culturali sia per attivare le risorse umane esistenti, rafforzando l'identità locale e le comunità dei borghi, sia per favorire forme di sviluppo economico sostenibile.
Le azioni della START UP del Parco Nazionale, in questa fase, dovranno articolarsi secondo due strategie, distinte tra loro, ma complementari:
- una serie di interventi, in gran parte strutturali, agiranno sul territorio del Parco (marketing interno). Queste azioni saranno mirate ad accrescere la consapevolezza nei residenti delle potenzialità del territorio e ad accogliere i visitatori dando loro gli strumenti per conoscere ed apprezzare il Parco.
- una serie di interventi, essenzialmente di comunicazione, saranno rivolti a promuovere le peculiarità del Parco a livello nazionale ed internazionale (marketing esterno), rivolgendosi in particolar modo a target di visitatori ben definiti e capaci di apprezzare le peculiarità del Parco (eco-turismo, turismo enogastronomico, turismo sportivo, turismo scolastico)
La realizzazione delle azioni di marketing interno appare decisamente più complessa ed onerosa e necessità un profondo confronto con gli Enti Locali del territorio del Parco e la costruzione, assieme ad essi, di convenzioni e piani di sviluppo specifici, che necessitano di risorse nell'ordine delle centinaia di milioni di euro.
Tutte le attività della Parco Nazionale dovranno sottendere al perseguimento di chiari e comuni obiettivi:
Valorizzare l'essere Parco Nazionale: In Italia sono ad oggi istituiti 23 Parchi Nazionali, uno di questi è il Parco dell'Appennino tosco-emiliano. Lo status di Parco Nazionale è per un territorio, di per se, un importantissimo elemento di promozione e valorizzazione per la visibilità che ne risulta a livello nazionale ed internazionale, ma soprattutto per l'aspettativa di bellezza e benessere che tale denominazione evoca nella maggior parte delle persone.
Per il Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano deve essere prioritaria la valorizzazione dell' essere Parco Nazionale come elemento di orgoglio, di pregio e di distinzione. A prescindere dai tempi lunghi di avvio dell'attività dell'ente, da quasi 10 anni ormai, su Internet, riviste specializzate e vari canali informativi, il Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano risulta essere una realtà. Già oggi diversi arrivi e visite sono dovute a questo elemento, che appare oggettivamente in via di crescita. Ciò significa, innanzitutto, non deludere le aspettative di coloro che d'ora in avanti visiteranno questi territori, i quali non vorranno solo godere dei magnifici paesaggi e delle emergenze naturalistiche e culturali di cui l'Appennino tosco-emiliano è ricco, ma avranno anche l'esigenza di sentirsi all'interno di un territorio che sa di essere Parco Nazionale e come tale si presenta preparato e attrezzato ad accoglierli.
Coinvolgere e dare consapevolezza al territorio: non sarà sufficiente, però, una operazione di arredo urbano affinché i visitatori possano cogliere a pieno il valore aggiunto per cui questo territorio è ritenuto di pregio e tutelato. È fondamentale che delle virtù e delle potenzialità del Parco ( ma anche dei vantaggi e dei doveri) siano innanzitutto consapevoli i residenti, affinché possano trasmettere entusiasmo e interesse ai propri ospiti e nutrire ancor di più una attitudine a valorizzare al giusto livello il paesaggio, l'arredo, i borghi e in generale i beni culturali e ambientali di cui quotidianamente fruiscono. Le azioni di marketing territoriale dovranno sempre tenere in considerazione questo aspetto, cercando di creare e rafforzare la consapevolezza (in particolar modo sul versante emiliano dove appare più debole) delle straordinarie potenzialità del Parco e dei suoi territori in termini ambientali, turistici, produttivi e culturali. Le popolazioni residenti nel Parco dovranno quindi essere considerate il target prioritario delle attività previste dalla START UP (in particolar modo per quelle dette di marketing interno); più in generale tutte le azioni dovranno essere pianificate prevedendo un coinvolgimento attivo delle popolazioni residenti, facendo si che esse non siano mai estranee a ciò che nel Parco si sta animando e le prime a fruire di quanto verrà realizzato.
Offrire un immagine unitaria del Parco: per quanto il territorio del Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano sia costellato di confini (amministrativi, culturali, climatici, paesaggistici...) è necessario che l'attività di marketing territoriale sappia offrire all'esterno un'immagine unitaria del territorio del Parco, superando le delimitazioni amministrative delle due Regioni e delle quattro Province, non per omologarne le diversità - che anzi costituiscono la ricchezza del Parco - ma per metterle in rete in maniera efficace e fare in modo che le une costituiscano un valore aggiunto per le altre.
Per questo le azioni di marketing territoriale dovranno sempre avere come soggetto principale il Parco Nazionale e non dovranno riferirsi esclusivamente ad un solo aspetto (natura, gastronomia, cultura...) o ad un solo territorio, ma sempre suggerire connessioni e itinerari che consentano una fruizione completa di tutte le peculiarità del Parco. La varietà, la diversità, la molteplicità entro spazi molto brevi sono una delle migliori carte di questo territorio, sia dal punto di vista paesistico sia da quello storico e culturale.
Rafforzare il rapporto Parco-denominazioni storiche e Parco-prodotti tipici: la promozione unitaria del Parco Nazionale non deve però cancellare o svilire la presenza sul proprio territorio delle denominazioni storiche (Bismantova, Canossa, Garfagnana, Lunigiana) e della denominazione dei prodotti tipici di punta e di grande notorietà (Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, Farro di Garfagnana), ma valorizzarli sottolineando che tutte queste peculiarità sono parte del Parco Nazionale. Il marketing territoriale del Parco dovrà avvalersi della notorietà di queste denominazioni come traino per tutto il territorio, promuovendole nell'ottica dell'interconnessione e dello scambio.
I prodotti tipici gastronomici possono essere considerati i migliori testimoni di qualità, spessore ambientale, sociale e storico del territorio e rappresentano un importante ed efficace tematismo da cui attingere per i contenuti degli strumenti di marketing territoriale.
La qualità dei prodotti gastronomici realizzati nel territorio del Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano (DOP, IGT, tradizionali) fanno si che alcuni di questi siano ben conosciuti sul territorio nazionale ed internazionale, molto di più di quanto lo sia il Parco. Questa opportunità non deve essere persa, le attività di marketing territoriale del Parco dovranno saper attivare sinergie con i soggetti competenti per la promozione di questi prodotti tipici affinché diventino testimonial dei territori da cui provengono e del Parco Nazionale.
Creare interazioni con i "Parchi di Mare e di Appennino": il Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano ha siglato nell'Agosto 2007 un protocollo di intesa con il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il Parco Regionale delle Apuane, il Parco Regionale dell'alto Appennino Modenese (Frignano), il Parco Regionale delle Valli Del Cedra e del Parma (Dei Cento Laghi) ed il Parco Regionale di Monte Marcello Magra in virtù del quale tali parchi intendo attivare, ed in parte hanno già attivato, stabili forme di collaborazione per favorire lo sviluppo locale soprattutto nel settore del turismo, della promozione del territorio e della conservazione della natura, anche allo scopo di ottenere interesse e visibilità nel contesto nazionale ed europeo.
Le azioni di marketing del Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano dovranno sempre tenere in considerazione i programmi ed i progetti di area vasta sostenuti collegialmente dai citati Parchi, facendo, se necessario, espliciti riferimenti a tali progetti e alle collaborazioni in atto con gli altri Parchi. Nel progettare ed eseguire le attività di marketing territoriale del nostro Parco, sarà sempre opportuno valutare analoghe soluzioni realizzate dagli altri Parchi firmatari del protocollo d'intesa, perseguendo l'intento di coordinare gli strumenti utilizzati e di replicare le pratiche di successo.
Promuovere le 4 stagioni: il marketing territoriale del Parco Nazionale dovrà saper promuovere il territorio nell'arco di tutto l'anno. Non si tratta solo di favorire la destagionalizzazione delle presenze e della ricettività, ma di attivare strategie atte a sottolineare come il Parco possegga specificità attrattive in tutte le stagioni (specialmente in autunno e primavera) ed in più ambiti (paesaggistico, gastronomico, sportivo, culturale).
Le azioni di marketing territoriale che verranno realizzate dovranno fare riferimento a questa importante opportunità che il Parco possiede, facendo riferimenti - più o meno dettagliati a seconda delle potenzialità degli strumenti utilizzati - a come le caratteristiche, le opportunità e l'offerta cambi nell'arco dell'anno, assecondandone le peculiarità. Le azioni previste dalla START UP dovranno incentrarsi prevalentemente su alcuni temi di marketing che più di altri hanno la capacità di rappresentare le peculiarità del Parco Nazionale.
Appennino _ Innanzitutto deve essere enfatizzato il fatto che il nostro è l'unico Parco Nazionale che ha la denominazione Appennino nel proprio nome. Il termine Appennino deve valorizzato anche in termini di confronto/scontro con le Alpi, declinandolo in tutte le sue valenze ed evocazioni, promuovendolo come montagna familiare, amica domestica, dove non si è mai perduti.
Il confine di crinale _ non come limite ma come frontiera di relazione euro-mediterranea in termini climatici, di habitat, di produzioni e di culture.
Le politiche di area vasta _ offrendo un immagine del Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano, come un elemento di un sistema più ampio di aree protette che, a pieno diritto, viene denominato Appennino Parco d'Europa, e che per quanto ci riguarda costituisce un ‘pacchetto' di 6 Parchi di Mare e d'Appennino inclusi nel raggio di appena 50 km.
Il legame con le attività sportive _ che possono essere efficace strumento di conoscenza e relazione con le peculiarità del Parco durante tutto l'anno.
Gli interventi previsti dalla fase di START UP sono da considerarsi propedeutici al PIANO PLURIENNALE ECONOMICO E SOCIALE PER LA PROMOZIONE DELLE ATTIVITA' COMPATIBILI (PPES), ovvero lo strumento previsto dalla L. 394/91 che delinea le strategie e le politiche dell'Ente.
Per maggiori informazioni filippo.lenzerini@parcoappennino.it












