PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO TOSCO-EMILIANO
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Specie rare e minacciate della flora
Studio delle popolazioni rare e minacciate della flora nei SIC di crinale
La presenza in un territorio di specie della flora o della fauna minacciate di estinzione o di scomparsa locale è uno degli elementi fondamentali a cui,
fino al più recente passato, è stato fatto riferimento per l'istituzione di aree naturali protette (Riserve naturali integrali, Parchi nazionali sopratutto).
L'impostazione del vincolo ambientale in alcune occasioni si è mostrato sufficiente per garantire la salvaguardia delle entità minacciate dal pericolo di estinzione.
Più spesso è invece necessario predisporre veri e propri interventi di salvaguardia, con azioni sull'habitat di vita o sulle stesse specie
(piani di controllo delle specie concorrenti, degli erbivori, nonché di riproduzione ex situ e reimpianto, ecc.).
Il ruolo delle aree protette in questo contesto è essenziale ed insostituibile. Spetta infatti agli Enti Parco, tra le altre cose, lo studio dello stato di conservazione delle specie potenzialmente minacciate
presenti nel suo territorio, nonché la predisposizione di appositi piani di monitoraggio, basati su precise conoscenze botaniche e la realizzazione di interventi finalizzati alla loro tutela.
In quest'ottica si muove il Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano che, in base alle conoscenze fino ad ora acquisite (progetto RENATO, Progetto Gloria), gestisce una ricca flora di
alta montagna con il più alto numero di entità rare presenti in ambito appenninico tosco-emiliano.
Sebbene siano disponibili alcuni lavori e pubblicazioni in ambito floristico e vegetazionale per quasi tutti i
SIR compresi all'interno del Parco nazionale, manca tuttavia a tutt'oggi per molte specie della flora, soprattutto sul versante Toscano del Parco, una conoscenza puntuale sulla loro distribuzione.
In particolare, per quanto concerne la flora e la vegetazione, pur conoscendo con discreta approssimazione dalla letteratura botanica i siti di crescita, non è mai stato prodotto alcun documento cartografico
che ne descriva l'esatta ubicazione ad una scala adeguata ai fini della loro gestione conservativa. Non sono ancora note le superfici coperte da queste entità e la consistenza numerica
delle popolazioni presenti nel territorio dei SIR. Infine, aspetto non più trascurabile, non sono mai stati descritti puntualmente i locali fattori di minaccia ne conseguentemente programmati
ed attuati interventi gestionali tesi a favorirne il mantenimento o l'incremento (ad es. riproduzione ex situ).
Sul fronte emiliano sono stati realizzati studi puntuali sulle specie della flora, rare e minacciate, che hanno permesso la compilazione di adeguati database su base GIS,
la realizzazione di produzioni cartografiche di dettaglio, l'individuazione dei principali fattori locali di minaccia e la definizione di strategie ed interventi finalizzati alla conservazione in situ
e ex situ delle stesse specie rare e minacciate. Sempre sul fronte emiliano sono ancora attive dall'anno 2000 due stazioni di monitoraggio nell'ambito del progetto Europeo denominato Gloria finalizzato
a verificare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla diversità floristica d'alta quota. Nel corso della prossima estate saranno eseguiti ulteriori monitoraggi sulle stazioni del progetto Gloria (Università di Pavia).
In questo contesto di disomogeneità di dati e conoscenze, il progetto avviato dal Parco nazionale nel corso dell'anno 2009 si propone di colmare queste lacune conoscitive, di uniformare i dati su base GIS e conseguentemente
di porre basi solide per la gestione conservativa dei siti di crescita delle principali specie rare e minacciate della flora del Parco e degli habitat alto montani di interesse comunitario presenti nei SIR del versante toscano
anche attraverso proposte progettuali di conservazione, di strategie generali e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica.
Nel dettaglio quindi il progetto consiste nella realizzazione di uno studio distributivo e popolazionistico delle principali specie rare e minacciate presenti nei SIC compresi all'interno del perimetro del Parco nazionale
sul versante toscano. Per alcune specie rare e minacciate verrà prodotta anche una cartografia della distribuzione areale in scala 1:5000 allo scopo di creare le condizioni di base per pianificare future azioni di conservazione.
Tutta le carte prodotte saranno importate e gestite in ambiente GIS.
La realizzazione dello studio della distribuzione delle principali specie rare e minacciate, degli habitat e del materiale idoneo alla divulgazione,
elementi di base per la redazione di piani di azione per la gestione dei SIR avverrà attraverso la collaborazione diretta di Istituti e Dipartimenti di
Botanica di Atenei Universitari che già operano in questa porzione di Appennino tosco-emiliano e in stretta collaborazione con quanti hanno già realizzato analoghe esperienze sul versante Emiliano.







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