PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO TOSCO-EMILIANO
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La storia
I territori del Parco sono il risultato di secolI di storia modellata sulle bellissime ma anche difficili montagne dell'Appennino Tosco-Emiliano.
Le prime popolazioni nomadi dalla preistoria così come la Resistenza ed ogni altro importante evento storico hanno lasciato i loro segni sul territorio e sul paesaggio, che permangono a ricordare chi e cosa li abbia generati, integrati in un contesto naturale di grande pregio che ne risulta così ulteriormente arricchito.
Si tratta delle tracce di epoca romana, dei resti delle fortezze di Matilde o dei ricchi Palazzi dei Signori medioevali. Si tratta degli sentieri dei mercanti e dei loro muli, e di quelli che hanno permesso ai Partigiani di spostarsi nascosti tra i boschi. Si tratta della speranza data e poi tolta da Napoleone e della passione patriottica degli eroi del Risorgimento.
Archeologia
Diverse sono le popolazioni che si sono insediate e che hanno arricchito il territorio del Parco, lasciando testimonianza di loro stessi, già nelle epoche antiche: Liguri, Liguri-Apuani, Etruschi e Romani. Soprattutto nel secolo scorso, alcuni ritrovamenti hanno dato vita a scavi archeologici di notevole interesse, portando alla luce reperti, statue ma anche intere necropoli.
Monte Pisone
Il nucleo abitato, rinvenuto presso S. Romano in Garfagnana, risale al IV sec. a.C. ed appartiene alla popolazione dei Liguri-Apuani. Attualmente i resti non sono visibili in loco, ma i reperti raccolti sono esposti nella mostra permanente presso Castelnovo Garfagnana.
Alcune attività ricreative ed educative vengono proposte dal Parco Avventura Selva del Buffardello.
http://www.selvadelbuffardello.it/
S. Bartolomeo
Il ritrovamento interessa una necropoli di epoca romana, presso il centro abitato di S. Bartolomeo, lungo il Secchia, nel Comune di Villa Minozzo.
Campo Pianelli
Il sito, nel Comune di Castelnuovo nei Monti, offre una successione stratigrafica, che raccoglie un'antica necropoli con tombe che vanno dal XI sec. a.C. al V sec. a.C. ed un insediamento di tipo protovillano, dell'età del ferro. Molti dei reperti sono stati trasferiti presso i Musei Civici di Reggio Emilia.
Le vie storiche
La Via Francigena è l'antica strada di pellegrinaggio, che in epoca medioevale collegava Canterbury a Roma, raccogliendo migliaia di fedeli lungo il percorso. Nata all'epoca del dominio longobardo, nel VI sec., la strada maestra dei pellegrini comincia ad essere seguita anche da mercanti e viaggiatori, diventando in tal modo una via di collegamento importantissima fra il nord e il sud Europa ed un fecondo terreno di scambio culturale. L'afflusso di viaggiatori si è tradotto negli interventi umani sul territorio e sul paesaggio, che sono ancora riconoscibili a testimonianza del passato. Borghi, nuclei abitati ed ospizi di accoglienza sono stati costruiti lungo il percorso; castelli, torri e bastioni sono stati eretti per controllarne i traffici; cattedrali, oratori, santuari e monasteri sono stati innalzati a decorare i principali centri lungo l'itinerario.
La Via Francigena attraversa il territorio del Parco ed anch'esso ne porta i segni, come il borgo fortificato di Filattiera, che sorge lungo il suo itinerario, ed il Castello di Terrarossa, nel Comune di Licciana Nardi, costruito dai Malaspina nel XVI sec. a controllo del flusso di viandanti.
Oggi la Via Francigena viene ancora percorsa da numerosi pellegrini da tutta Europa e, per la sua importanza, il Consiglio d'Europa le ha riconosciuto nel 1994 dignità di "Itinerario Culturale Europeo".
http://www.viafrancigena.eu/default.asp
A questo nome corrispondono quei percorsi, sentieri, mulattiere che attraverso l'Appennino Tosco-Emiliano alimentavano anticamente il commercio del sale. Non esisteva una via unica, ma Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna utilizzavano diversi percorsi che mettevano in comunicazione la Pianura Padana con i porti del Mar Ligure e del Mar Tirreno, variando di anno in anno a seconda delle necessità, quali la neve o il gelo per esempio.
Il cuore del Parco era il nodo principale dei percorsi che giungevano in Garfagnana ed in Lunigiana tramite il Passo del Lagastrello o il Passo dell'Ospedalaccio o quello di Pradarena.
Oggi le vie del sale hanno perso il loro valore commerciale, tuttavia permangono ancora sul territorio e vengono percorse ancora, mete di escursioni e trekking, snodate in ambienti integri e di valore naturalistico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Via_del_sale
Matilde di Canossa
La Grancontessa Matilde è una delle figure femminili più importanti ed interessanti del Medioevo italiano.
La sua casata ha origini longobarde e proviene da Lucca: il capostipite Sigifredo diventa proprietario di un grande distretto, nei territori di Parma e Reggio ed i suoi successori, tra i quali Attone, bisnonno di Matilde, ampliano i possedimenti ed erigono le fortificazioni dell'Appennino, castelli e bastioni tra i quali anche la Rocca di Canossa nel 940.
Matilde nel 1055, all'età di 9 anni, eredita il regno, diventa una potente feudataria e sostenitrice del papato nella lotta per le investiture. Ben noto è l'aneddoto sull'imperatore Enrico IV, scomunicato, che chiede ed ottiene il perdono dal Papa, in veste di pellegrino sotto le mura del Castello di Canossa.
Matilde si dedica ad allargare il suo feudo, a costruire chiese, cattedrali ed ospizi per i poveri, partecipa alla nascita dell'Università di Bologna e nel 1111, presso il Castello di Bianello, in Provincia di Reggio, viene incoronata dal nuovo imperatore Enrico V Viceregina d'Italia.
Il regno di Matilde ha raggiunto dimensioni notevoli, dalla Lombardia fino al confine con lo Stato della Chiesa e fino alla Foce del Po, andando ad inglobare completamente gli attuali territori del Parco dell'Appennino Tosco-Emiliano, che ricordano la storia e la presenza della Granduchessa grazie ai castelli, alle pievi ed alle case-torre giunti fino a noi: ad esempio le chiesa matildica di Beleo a Roncroffio, quella di Sant'Ambrogio a Villaberza e la stesso impianto di Villa Minozzo, che pare essere stata una delle roccaforti di Matilde, protetta alle spalle del suo sistema difensivo fortificato dei Castelli di Carpineti e di Canossa. Grazie all'offerta di itinerari tematici, è possibile visitare le Terre Matildiche e raggiungerne il cuore nei territori adiacenti a quelli del Parco, fino alla stessa Canossa.
http://www.matildedicanossa.it/ita/matilde.htm
I Vallisneri
Nobile e ricca famiglia di feudatari, che dall'XI sec. dominano su alcune contee, dai versanti parmensi lungo l'Enza del Parco dei Cento Laghi fino ai territori del Parco dell'Appennino Tosco-Emiliano del Comune di Collagna.
Proprio nel Comune di Collagna si trova Vallisnera, paese adagiato in una vallata ai piedi del Monte Ventasso tra i boschi di castagno. L' impianto, tipico dei borghi dell'alto Appennino, rivela le cui origini antichissime del paese, con le sue case in sasso, i portali in pietra, i basso rilievi raffiguranti cavalieri e le sue maestà in marmo apuano di soggetto sacro.
I Malaspina
Famiglia del ceppo degli Obertenghi, da Oberto I, intorno al X secolo conte palatino e marchese di Milano, della Liguria orientale e di parte del Piemonte. Attraverso i suoi discendenti si giunge ad Alberto, detto Malaspina, morto nel 1140, capostipite della nobile famiglia, i cui membri come vassalli imperiali reggono quei feudi che interessano, dalla Liguria alla Lombardia, anche la Lunigiana e la Garfagnana.
Nel 1473 nasce il Ducato di Massa e Carrara ad opera di Iacopo Malaspina e nel corso del '500 la casata governante prende il nome di Cybo-Malaspina, in seguito ad un matrimonio, dando inizio ad un fiorente periodo, soprattutto grazie allo sviluppo del mercato del marmo.
Nel 1738 Maria Teresa, ultima discendente, sposa Ercole I d'Este, erede del Ducato di Modena: da questo momento è la casata degli Estensi a dominare su entrambi i territori, fino all'invasione di Napoleone del 1796.
Quello che resta della famiglia dei Malaspina è mantenuto in essere dalla persistenza della pietra: sono i castelli che in Lunigiana e Garfagnana arricchiscono di storia i territori del Parco: il Castello di San Giorgio nel Comune di Filattiera, trasformato in residenza signorile Malaspina nel XV sec. da un 'antica roccaforte bizantina; il Castello della Verrucola, nel Comune di Fivizzano, fortezza di un vassallo matildico notevolmente ampliata ed arricchita da Spinetta Malaspina Il Grande nel 1300; il Castello di Terrarossa, nel Comune di Licciana Nardi, eretto da Fabrizio Malspina nel XVI sec. a controllo della Via Francigena; il Castello della Bastìa, sempre nel Comune di Licciana Nardi, definito "invulnerabile" da Ariosto, costruito per controllare l'accesso al valico del Lagastrello dai Malaspina.
http://it.wikipedia.org/wiki/Malaspina
Gli Este
La casata, di origini longobarde, prende il nome dalla città di Este, al governo della quale succedono ai Guelfi. Anche la famiglia degli Estensi deriva dal ramo degli Obertenghi ed Alberto Azzo II d'Este, morto nel 1197, ne è il capostipite.
Potenti, costretti a numerose battaglie, ma anche colti mecenati del Rinascimento che hanno arricchito la cultura e l'architettura del loro tempo, gli Estensi dominano con complesse ed alterne vicende dapprima su Ferrara, poi sul Ducato di Modena e Reggio per investitura imperiale nel '400 e, grazie al matrimonio politico di Ercole I nel '700, anche sul Ducato di Massa e Carrara.
Dopo la disfatta inferta da Napoleone e dopo la Restaurazione, gli Este regnano ancora su quei territori finché, nel 1860, Francesco V viene definitivamente deposto ed i due Ducati annessi al Regno di Sardegna.
Il dominio degli Estensi permane per secoli sui territori attualmente del Parco nella parte emiliana, arrivando a coprirne interamente l'estensione anche sul versante toscano nella fase terminale. Gli Estensi costruiscono ricche dimore e ne ampliano altre già esistenti, come il Castello dei Monti di Licciana Nardi o la Fortezza delle Verrucole, risalente al 1300 e che ha visto passare tra le sue mura i vassalli di Matilde ed i Malaspina, prima degli Estensi. Ma soprattutto sono grandi mecenati, che apprezzano la cultura del loro tempo e la diffondo. Nelle corti circolano grandi letterati ed artisti, quali Boiardo, Ariosto, Tasso, Piero della Francesca, Mantegna, gli vengono commissionate nuove opere, ne viene richiesta la compagnia intellettuale ed a volte gli vengono affidati incarichi politici o amministrativi, come ad Ariosto, nominato prima Capitano della Rocca di Canossa e poi Governatore della Garfagnana. Tra i suoi incarichi, il letterato si occupa anche di gestire l'Abetina Reale, nel Comune di Villa Minozzo: una foresta a prevalenza di Faggio ed Abete Bianco di proprietà degli Estensi, sfruttata per il legname mediante la realizzazione della prima segheria idraulica. Il materiale ricavato viene commercializzato ed utilizzato per diverse finalità, tra le quali la realizzazione della Fortezza di Alfonso II a Castelnuovo di Garfagnana a metà XVI sec.
Oggi l'Abetina Reale offre la possibilità di soggiornare nel rifugio Segheria, immerso nel bosco dove accanto ad esemplari secolari di Abete Bianco si trovano altre specie quali l'Abete Rosso o il Frassino Maggiore, in seguito alla lunga attività economica di coltivazione del legname ed a successivi rimboschimenti.
http://it.wikipedia.org/wiki/Este
Età Napoleonica
Napoleone scende in Italia nel 1796 ed arriva del Ducato di Modena e Reggio in estate, sollevando gli entusiasmi del popolo che invocava la liberazione dal dominio straniero. Ben presto dal governo provvisorio, Napoleone spinge i delegati di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio ad unirsi nella Repubblica Cispadana, sotto un'unica bandiera, il primo tricolore ideato proprio nel congresso del 1797 a Reggio. Dopo la nascita della Repubblica Cisalpina e dopo la fusione delle due Repubbliche, Napoleone, Imperatore di Francia, scende nel 1804 a Milano dove viene incoronato Re del Regno d'Italia, per la delusione di chi aveva creduto nella libertà della Rivoluzione Francese.
Il Fortino Sparavalle, presso Cervarezza Terme, risale probabilmente a questo periodo. Le fonti archivistiche, cartografiche e bibliografiche non accennano all'esistenza della struttura fortificata, ma le sue caratteristiche architettoniche ne inquadrano la prima origine nel IX-X sec. Soltanto alla fine del '700, in seguito alla realizzazione della via della Lunigiana da parte degli Estensi, il Fortino assume importanza, tanto da essere ricostruito, in parte o totalmente, proprio al tempo del dominio di Napoleone.
Un'altra testimonianza è data dalla diffusione sul territorio dei Cippi Napoleonici, come quello del Passo dell'Ospedalaccio, che segnava il confine della Repubblica Cisalpina, risalente al 1812.
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Reggio_Emilia
Il Risorgimento
L'età del Risorgimento ha trovato in Anacarsi Nardi, nato nel 1800 in una frazione del Comune di Licciana Nardi, uno dei suoi patrioti. Durante i moti del '30-'31 viene chiamato a Modena dallo zio, a capo del governo provvisorio con carica di Dittatore, ed è nominato Segretario del Governo. Con il fallimento dell'insurrezione, zio e nipote si rifugiano a Corfù per qualche tempo, poi Anacarsi continua la sua lotta intraprendendo nel 1844 una spedizione nel Regno delle Due Sicilie insieme ai Fratelli Bandiera, con l'intento di provocare anche in quelle terre i moti di rivolta. La spedizione fallisce, il gruppo viene coinvolto in un conflitto con i soldati Borboni ed i superstiti, tra i quali anche Anacarsi vengono fucilati a Rovigo, in Provincia di Cosenza. Nel 1910 i suoi resti sono stati trasferiti a Licciana Nardi, dove è stato eretto in sua memoria un monumento. E' in fase di realizzazione un museo del Risorgimento che ricordi la figura del patriota, presso Apella, il suo paese natale.
http://www.bagnonemia.it/Nardi%20A/Anacarsi_Nardi_doc.htm
La Linea Gotica e la Resistenza
La Linea Gotica è la linea lungo cui correva il fronte di guerra in Italia durante le ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale, che si estendeva per 320 km da Massa-Carrara a Rimini lungo il crinale Appenninico: a Nord i Tedeschi ed sud gli Alleati. I Nazisti sfruttano in tal modo le avversità della montagna come fronte difensivo naturale, fortificato con massi, legname, fossati, campi minati e bunker per l'artiglieria, al fine di rallentare l'avanzata degli Alleati, sbarcati nel '43 nel sud d'Italia ed in progressivo avvicinamento.
La Linea Gotica, lungo la quale ancora oggi è facile vedere i segno delle fortificazioni e fare ritrovamenti di residuati bellici, viene attaccata dagli Alleati nel settembre del '44, ma nonostante alcuni primi cedimenti soltanto nel febbraio del '45 la viene sfondata, grazie anche alle formazioni partigiane giunte a sostegno delle forze alleate.
I Partigiani, infatti, a partire dall'8 settembre del '43 si raccolgono nei boschi dell'Appennino per organizzare la Resistenza, spostandosi lungo i sentieri, alcuni dei quali sono attualmente oggetto di itinerari tematici e di manifestazioni della Memoria. Tra questi si ricordano per il loro sacrificio: i fratelli Cervi, uccisi il 28 novembre del '43 per ordine dei dirigenti fascisti a Reggio; don Pasquino Borghi, parroco di Coriano Tapignola, nel Comune di Villa Minozzo, che per aver accolto e nascosto soldati sbandati e Partigiani è stato arrestato e poi fucilato a Reggio il 30 gennaio del '44; le vittime degli eccidi di Cervarolo e di Villa Minozzo; i morti nella battaglia di Cerrè Sologno, nel Comune di Villa Minozzo..
http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_Gotica












