PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO TOSCO-EMILIANO
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Reggio, Parma, Regione e Parco: accordo in otto punti.
30/01/2010

Estratto del protocollo d'intenti per la valorizzazione del Parco nazionale dell'Appennino tosco emiliano
La Regione Emilia-Romagna, l’Ente Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, la Provincia di Reggio Emilia e la Provincia di Parma
Si impegnano a:
1. predisporre un "progetto di sviluppo locale" di durata triennale riferito ai territori del Parco e, per alcune azioni, all’intero territorio dei Comuni del Parco. Tale progetto deve essere inteso come specificazione delle più generali politiche di sviluppo promosse dalla Regione e dalla Provincia attraverso il D.U.P. e deve essere in sintonia con gli obiettivi strategici del P.T.R., P.T.C.P., del piano del Parco e del suo Piano pluriennale economico e sociale; 2. a coinvolgere nella sua predisposizione tutti gli attori sociali ed economici delle aree interessate, oltre al Ministero dell'Ambiente, della Tutela del territorio e del Mare, ed alle principali agenzie di servizi operanti nel territorio.
Le azioni dei Progetti devono mirare a:
1. sostenere le politiche di area vasta, quale quella di "Parchi di mare di Appennino" che lega territori compresi in un’area di 50 km di raggio in un unico insieme di eccellenze e varietà naturalistiche, paesaggistiche, culturali, enogastronomiche e tradizionali all’insegna
dell’unità territoriale;
2. attivare stabili forme di collaborazione fra i Parchi e supportare progetti congiunti per favorire lo sviluppo locale soprattutto nel settore del turismo (con la creazione di un distretto turistico integrato), della promozione del territorio e della conservazione della natura, anche allo scopo di ottenere interesse e visibilità nel contesto nazionale ed europeo;
3. predisporre progetti di partenariato di scala territoriale regionale e interregionale per la promozione del Parco in un’ottica di sistema con gli altri Enti competenti;
4. sostenere progetti innovativi e di eccellenza per le attività di formazione, ricerca e didattica, quali quello dell’Atelier delle Acque e delle Energie per la realizzazione di un laboratorio della pedagogia, della scienza rivolto a educatori, insegnanti, bambini e ragazzi per apprendere in modo innovativo le tematiche legate all'acqua ed alle energie rinnovabili;
5. valorizzare i legami con i cittadini emigrati dall’Appennino tosco-emiliano ed i loro discendenti per condividere valori, affetti e ricordi, ma anche strutturare nuovi rapporti e legami sostenendo investimenti mirati sulle risorse umane per costruire una rete di relazioni imprescindibili per la creazione di un tessuto relazionale e affettivo nei territori di origine;
6. promuovere e sostenere il turismo legato alla fruizione dei beni naturali, ambientali
paesaggistici, storici e culturali presenti all’interno del Parco e nel Comuni ad esso afferenti anche in stagioni turisticamente più marginali e in un’ottica di promozione congiunta con altri territori;
7. sostenere l’ammodernamento e la promozione delle filiere agro-alimentari locali capaci di mantenere, nel rispetto dell’ambiente, quelle produzioni tradizionali in grado di creare reddito per le aziende agricole presenti nel territorio del Parco con particolare riferimento alla produzione del Parmigiano Reggiano;
8. promuovere il patrimonio naturale del Parco al fine di contribuire ad arrestare la perdita di biodiversità secondo le strategie fissate sia dall’ONU sia dall’UE.




