L’Appennino… Visto da fuori

Basta un semplice viaggio per le strade che si diramano sull’Appennino Tosco-Emiliano per appezzarne il Sole, l’aria pulita, il paesaggio… Insomma, rimane tutto impresso nella memoria.
Quando chiedo ai ristoratori dell’Appennino “Cosa pensi dei turisti?”, ricevo quasi sempre la solita risposta, nella quale vedo la medesima voglia di accogliere chiunque con l’ospitalità tipica di queste zone. A volte sento dirmi che i Turisti sono dei “casinisti” per queste zone, altre volte invece (più frequenti) sento chiedermi di spargere quello che ho potuto provare sulla mia pelle in questo Parco Nazionale per divulgarlo il più lontano possibile.

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Perchè è vero: il cibo è ottimo e vario, il paesaggio offre qualunque tipologia di esperienze, le attività non mancano per non annoiarsi mai, ma che cos’è una perfetta meta turistica senza turisti?

È questa la “missione” che vogliono intraprendere gli “Eroici ristoratori” dell’Appennino. Una missione non così impossibile nella quale credono fortemente.

Ma mettiamoci dalla parte del Visitatore.
Sto cercando un bel posto dove rifugiarmi per staccare la spina dal lavoro, nel quale rilassarmi nella natura e per gustarmi un buon pranzo diverso dalla solita Pastasciutta. Dopo un po’ di ricerca online, qualcosa stuzzica la mia curiosità: Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Mmm… vediamo.
Bel sito internet, belle foto, belle attività adatte al bel tempo che troverò nel mio amato weekend! Molto bene, ci sto.
Cerco un bel posto dove trascorrere qualche notte e nel quale magari gustare un piatto tipico Tosco-Emiliano (gnam). “Menu Km Zero” fa al caso mio!

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Scelto l’albergo e le tappe dei ristoranti, decido di prendere la macchina ma ho paura di trovare strade strette e dissestate, di quelle che tipicamente si trovano in montagna, ma invece – sorpresa – riesco a spostarmi facilmente per tutto l’Appenninotramite delle comode strade statali!

I giorni volano, mangio e bevo benissimo – naturalmente solo prodotti tipici – ma alla fine arriva il momento di tornare a casa, alla solita routine.testarolo
Ho solo un pensiero in mente:
quando arriverà il prossimo weekend per un altro viaggio?

Marco CapedriGIROIDEA.it (Food PR)

Rifugio della Pietra – Castelnovo ne’ Monti (RE)

Oggi ci armiamo di scarponcini e macchina fotografica: la nostra tappa è la Pietra di Bismantova per gustare le specialità del Rifugio della Pietra.
Contrariamente a quanto pensavamo, ciò che ci separa dal rifugio è una scalinata (un po’ ripida) ma a ridosso del parcheggio per le macchine!

In 5 minuti siamo al caldo dentro al Rifugio della Pietra: un luogo caldo e accogliente, nel quale incontriamo passanti, scalatori o semplicemente persone venute per il Menu Km zero che Barbara insieme a Marzia, e alla brigata in cucina di sole donne, propone.

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Qualche ripresa all’esterno e all’interno dal locale e siamo già dentro la Cucina. Barbara comincia a lavorare la pasta, seguita attentamente dai nostri occhi che quasi non credono alla velocità nella lavorazione dello gnocco fritto, dei tortelli e di altri piatti ben più raffinati del Menu Km zero:

Menu

Lombatina di coniglio ai funghi servito con insalatina fresca

Tortelli integrali di castagne al burro

Guancialino di maiale brasato con polentina fritta

Mousse di cioccolato e caffè con crema alla vaniglia

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Una marcia in più al Menu di Barbara, sono i vini selezionati dall’aspirante Sommelier Marzia che portata dopo portata ci propone dei vini Biologici, anch’essi a Km zero! Una delizia che si abbina perfettamente ad ogni piatto.

1Finito di mangiare, decidiamo di fare una passeggiata per raggiungere la cima della Pietra che sovrasta Castelnovo ne’ Monti. Una vista mozzafiato che riempie ancora più di magia il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.Ed è con questa vista in mente che andiamo a letto alla fine di questa giornata stancante, ma che ci ha reso sicuramente più ricchi di memorie di questo fantastico territorio.

3Marco CapedriGIROIDEA.it (Food PR)

La Baita d’Oro – Castelnovo ne’ Monti (RE)

Quando arriviamo alla Baita d’Oro, il sole è già calato all’orizzonte e il giorno lascia spazio ad un cielo stellato stupendo.
Posizionato in un punto di passaggio per automobilisti, amanti dell’Appennino e Buongustai in cerca di ristoro, questo ristorante è un “faro” per i passanti nella zona: Walmer e Adriana con la loro passione per la Cucina e per l’ospitalità, hanno dato il via a tutto questo, seguiti dai figli Emanuele, Demis e il nipote Riccardo.

2Salutiamo e sistemiamo la nostra attrezzatura nelle camere da letto che si trovano sopra il ristorante: una comodità eccellente dopo una giornata passata in viaggio su tutto l’Appennino Tosco-Emiliano!

Dopo una doccia calda e dopo aver sistemato le riprese della giornata, comincia a venirci un certo languorino. Armati di videocamera e forchetta, scendiamo a fare due chiacchiere con Walmer e la sua brigata.
La prima impressione è quella di Professionalità, Rispetto e buona Cucina, impressione confermata ascoltando le parole dei componenti della famiglia, nonchè della Brigata di cucina.

4Ma veniamo al cibo: in cucina troviamo Riccardo che con le sue mani esperte, ci prepara un ottimo antipasto di Focaccia di farro, coniglio all’extravergine d’oliva e misticanza. Una delizia che guarda alla tradizione con uno spirito innovativo, come del resto tutto il Menu Km zero della Baita d’Oro:

Menu

Focaccia di farro, coniglio all’extravergine d’oliva e misticanza

Gnocchi di patate, farina di castagne dell’Appennino, taleggio e pancetta croccante

Costato di maiale cotto a bassa temperatura e spinaci saltati

Mela renetta alla montanara

Un Menu completo, che sazia e che allo stesso tempo lascia la voglia di tornare per riassaggiare i sapori tipici dell’Appennino.

1La Baita d’Oro ha saputo “prenderci per la gola”, mostrandoci anche le attività che collaborano con lei nelle zone limitrofe, come ad esempio l’Acetaia del Vascello del Monsignore e il Parco Avventura Cerwood.
La Baita d’Oro è una realtà che punta allo sviluppo costante e collettivo delle attività nel territorio, collaborando per raggiungere lo scopo di divulgare le bellezze che il l’Appennino Tosco-Emiliano ha da offrire.

3Marco CapedriGIROIDEA.it (Food PR)

Rio Bianco – Cerreto Laghi (RE)

La sveglia quest’oggi ci vuole giù dal letto presto, molto presto. Giusto il tempo di bere un caffè, sistemare la videocamera e ci mettiamo subito in viaggio verso Cerreto Laghi. Questo posto pittoresco ci attende con una giornata fredda e nebbiosa: date le condizioni sfavorevoli, non riusciamo a fare un giro sulla seggiovia per goderci un panorama (sicuramente stupendo). Peccato.

Senza-titolo-4Per fortuna, ad accoglierci e a riscaldarci troviamo Monica, una giovane ragazza che gestisce il Bar-Ristorante-Pizzeria del Camping Rio Bianco.
Ci sediamo davanti al camino e ci conosciamo meglio prima di trasferirci in cucina.

Senza-titolo-2Ma arriva il momento di preparazioni: oggi dolce!
Monica ci racconta la storia della Torta in Cantina, specialità dolce della casa, partendo dalle origini del suo particolare nome per arrivare alla preparazione. È affascinante scoprire la tecnica di conservazione di questo dolce che un tempo veniva messo nella cantina di casa a riposare. Una pratica ancora oggi usata da Monica (anche se non più in cantina, ma in posti più adatti per la conservazione degli ingredienti).

Senza-titolo-3Le mani di questa giovane cuoca si muovono spedite sotto l’obiettivo della videocamera e in pochi minuti… tutto pronto e impiattato!
Anche se l’aspetto fa desiderare di mangiare questa fetta di torta per antipasto, cominciamo sedendoci a tavola ed assaggiando tutte le altre pietanze salate che ci vengono proposte nel Menu Km zero:

Menu

Assaggi di gnocco fritto con crema di ricotta e noci, lardo di Colonnata e parmigiano reggiano, scaglie di pecorino e miele della Lunigiana

Cappellacci con ripieno di patate in crema di funghi porcini

Straccetti di manzo in salsa di aceto balsamico, crumble di Parmigiano Reggiano, insalata e pomodorini

Torta in cantina

Senza-titolo-1Monica, come tanti altri giovani che vediamo ogni giorno, ha fatto una scelta. La scelta di rimanere nel suo territorio che ama per trasmettere la sua passione a chiunque, con la cordialità e ospitalità che sono tipiche delle zone del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Sono queste le scelte che rispettano l’italianità e le tradizioni, che contraddistinguono il nuovo concetto di innovazione e che aprono possibilità di essere conosciuti in tutto il Mondo.

Marco CapedriGIROIDEA.it (Food PR)

Conoscere il Parco

Siete sicuri di conoscere tutte le attività del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano?

Senza-titolo-1Rimanete aggiornati sul sito del Parco per tutte le novità giornaliere, le notizie che riguardano il territorio, le interazioni con il pubblico, e molto altro!

Il nostro Appennino non è solamente Gastronomico, anzi è ricco di eventi e attività strettamente legate alla stagione: passeggiate, ciaspolate, e chi più ne ha più ne metta.

Vogliamo essere una realtà completa a 360°, per voi che ci seguite e per chi deve ancora scoprire tutte le nostre bellezze.

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Rifugio dell’Aquila – Ligonchio (RE)

Piove, giornata grigia oggi: quello che ci vuole è un posto caldo, accogliente, nel quale “rintanarsi” e ristorarsi come si deve.

Dopo qualche minuto di strada, ci troviamo immersi nella nebbia; nonostante ciò, il Rifugio dell’Aquila ci appare come un faro in mezzo al mare! Siamo subito accolti da Silvia, figlia dei proprietari Enzo e Mara, che ci fa sistemare nelle nostre camere.
L’ambiente è molto moderno e il clima che si respira è di qualità.

Silvia ci accompagna poi dall’Azienda Agricola Le Comunaglie: ci attende un allevamento di Chianina da visitare! Riesco a fare delle bellissime riprese a questi fantastici bovini.

Ma il tempo stringe ed è quasi ora di cena. Torniamo, dopo una visita esaustiva e di qualità, al Rifugio dell’Aquila. Il tempo di una doccia rigenerante e poi siamo subito attivi (e con un certo appetito!).

Prima di sederci a tavola, telecamera alla mano, ne approfitto per fare un giro in cucina dove incontro lo Chef Fabio intento a preparare il nostro Menu Km zero:

Menu

Strudel di zucca e porcini su crema di Parmigiano Reggiano.

Gnocchi di castagne, fonduta di cavolo nero, pecorino e tartufo dell’Appennino.

Carré d’agnello al forno con tortino di porro e patate.

Mille foglie con mousse di ricotta e composta di mirtilli rossi.

È fantastico vedere le sue mani esperte nella preparazione di tutte le portate e lo è ancor di più sentirlo raccontarmi tutte le sue esperienze lavorative in Italia e all’Estero che infine lo hanno ricondotto proprio qui, sull’Appennino Tosco-Emiliano.

Infine ci sediamo tutti a tavola: tra birra artigianale, pane fatto in casa, piatti raffinati e buon vino, la serata passa in fretta e in buona compagnia dello Staff del Rifugio.

Tornato in camera, steso sul letto, riguardo tutte le foto e i video della giornata. Mi torna tutto in mente, tutto insieme e penso quasi di poter racchiudere e descrivere ogni persona in una parola: Passione.
Passione per il Territorio di queste persone, che vogliono trasmetterlo sempre meglio a chiunque, con la tipica genuinità e qualità – due aspetti profondamente radicati nella tradizione Tosco-Emiliana.

Marco Capedri – GIROIDEA.it (Food PR)

Soffermiamoci sul “Km Zero”

Km Zero: una parola che racchiude in sè un concetto di qualità, ma cosa significa davvero?

Un prodotto a “Km Zero” è un prodotto che, oltre a garantire qualità e freschezza nel rispetto dell’ambiente, riduce l’inquinamento causato dai trasporti.

Un prodotto a “Km Zero” si fonda sulla fiducia verso chi si occupa di farlo crescere con cura e con i giusti metodi, per offrirlo direttamente al consumatore.

Un prodotto a “Km Zero” valorizza la produzione locale e recupera il legame con le origini, esaltando gusti e sapori tipici, tradizioni gastronomiche e produzioni locali.

Un prodotto a “Km Zero” valorizza il consumo dei prodotti stagionali, recuperando così il legame con il ciclo della natura e le produzioni agricole.

Un prodotto a “Km Zero” tiene viva la produzione locale e ne accresce il valore.

Un prodotto a “Km Zero” è pensato per le persone che vogliono riscoprire i sapori di una volta, o semplicemente scoprirne di nuovi nei posti che visitano.

Il Menu Km Zero del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, tiene conto di tutte le realtà nel suo territorio per poterle divulgare tramite il loro gusto unico, in tutto il Mondo. Le ricette tradizionali e la rivisitazione di esse, venute in contatto grazie alla vicinanza tra le diverse regioni che sono racchiuse nel Parco, sono per il Territorio un motivo di vanto che ogni palato può gustare.

Italianità ed esclusività nella sua forma più pura.

Marco Capedri – GIROIDEA.it (Food PR)

Ristorante Il Capolinea – Castelnovo ne’ Monti (RE)

Castelnovo ne’ Monti: è questa la città che fa da cornice al ristorante Il Capolinea. Di primo impatto, dopo giorni di strade percorse tra prati e monti, ci sentiamo un po’ strani a vedere una città abbastanza grande come Castelnovo e cominciamo a pensare come si possa applicare il Menu Km zero anche lì.

Eppure vi assicuro che appena ci siamo seduti a tavola, tutti i dubbi sono spariti. Ma procediamo con ordine: arrivati al ristorante, veniamo accolti con gentilezza da Giancarlo e sua moglie Stefania che si occupano della gestione così come della cucina.

Per mostrarci un loro fornitore a Km0, ci portano da Iccio (salumeria Zanelli) che con abilità ci mostra la preparazione dello stesso Zuccotto di Bismantova che Giancarlo e Stefania andranno a cucinare poco più avanti: è entusiasmante riprendere con la cinepresa le mani di un esperto in questa lavorazione.

Arriva presto l’ora di cucinare: salutiamo così Iccio per dirigerci nella cucina del Capolinea.

Sistemati meglio e al caldo, ho modo di osservare la scultura che accoglie chiunque entri nel locale. Giancarlo ci spiega che rappresenta un ipotetico movimento di treni ad un Capolinea, opera dello scultore Giorgio Benevelli, col quale abbiamo l’onore di parlare prima della degustazione del Menu.

È ora di cena ed è qui che i sapori ci ricordano non più la città, ma paesaggi verdi e sconfinati che caratterizzano l’Appennino Tosco-Emiliano, giustamente evocato da questo menu:

Menu

Sformatino di zucca in cialda e balsamico tradizionale.

Tagliolini all’uovo con prosciutto crudo con scaglie di Parmigiano Reggiano.

Zuccotto di Bismantova con zabaione al lambrusco e purea di patate e fagioli.

Budino di mele e croccante alle noci.

Un’esplosione di sapori incredibilmente dettagliata e curata dalle mani esperte di Stefania.
E dall’antipasto al dolce, tra una chiacchiera e l’altra, la serata trascorre veloce lasciandoci un tepore e una felicità che ormai abbiamo imparato a conoscere in tutti i ristoranti che abbiamo visitato.

Marco Capedri – GIROIDEA.it (FOOD PR)

Osteria Il Fortino – Busana (RE)

Appena arrivati all’Osteria Il Fortino, veniamo accolti con gentilezza per riscaldarci dalla nebbiosa giornata che ci aveva sorpresi.

Guardandomi intorno, noto un posto tenuto con cura ma con la semplicità che chiunque ricerca in un mezzogiorno come questo. Non tardano molto ad arrivare i primi lavoratori per la pausa pranzo, impazienti di assaggiare un buon bicchiere di vino e dello gnocco fritto.

Senza-titolo-2Parlando con Laura, cuoca e moglie di Alberto, emerge la filosofia de Il Fortino: una ricerca profonda nella tradizione e nel calore che trasmette alle persone che vogliono riassaporare i piatti emiliani “come li faceva Mamma”.

Senza-titolo-1Ma il tempo stringe e il locale è sempre più pieno, così ci spostiamo in cucina dove persino noi aiutiamo a stendere la pasta e a piegare i cappelletti! Che dire, ci abbiamo preso la mano e i clienti ne erano soddisfatti.

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Arriva il nostro turno e quindi ci sediamo a tavola: le portate scorrono, dallo scarpazzone ai tortellini di castagne, in un Menu Km zero per definizione:

Menu

Polenta fritta con porcini e scarpazzone.

Cappelletti in brodo.

Tagliere di salumi e formaggi nostrani accompagnati con gnocco fritto e salse casalinghe.

Tortellini di castagne.

Tutto squisito e molto abbondante, ma ormai il nostro stomaco è di ferro! Salutiamo ancora Laura e Alberto e l’aiuto cuoco Lindo, che prima di andare ci racconta la sua passione per la cucina davanti a un bel caffè.

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È proprio questo che ci fa felici, pensando a tutte quelle persone che decidono di ritornare nel loro amato territorio dell’Appennino Tosco-Emiliano per poter fare la loro parte e arricchirlo con il loro amore e la loro passione.

Marco Capedri – GIROIDEA.it (FOOD PR)

Qualche istantanea dall’Appennino

Senza-titolo-1“A volte un piatto, col suo gusto e il suo sapore, riesce a trasmettere il sentimento di chi lo prepara.”

 

Senza-titolo-2La produzione del miele della Garfagnana che aspetta di risvegliarsi dall’inverno.

 

Senza-titolo-3La Fortezza delle Verrucole, una delle “Porte del Parco”.

 

Senza-titolo-4Il cielo Tosco-Emiliano visto dal Rifugio Lagdei.

 

Senza-titolo-5Dettaglio del Lago Santo.

 

Senza-titolo-6Neve e Acqua.

 

Foto by Marco Capedri – GIROIDEA.it