Conoscere il Parco

Siete sicuri di conoscere tutte le attività del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano?

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Il nostro Appennino non è solamente Gastronomico, anzi è ricco di eventi e attività strettamente legate alla stagione: passeggiate, ciaspolate, e chi più ne ha più ne metta.

Vogliamo essere una realtà completa a 360°, per voi che ci seguite e per chi deve ancora scoprire tutte le nostre bellezze.

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Rifugio dell’Aquila – Ligonchio (RE)

Piove, giornata grigia oggi: quello che ci vuole è un posto caldo, accogliente, nel quale “rintanarsi” e ristorarsi come si deve.

Dopo qualche minuto di strada, ci troviamo immersi nella nebbia; nonostante ciò, il Rifugio dell’Aquila ci appare come un faro in mezzo al mare! Siamo subito accolti da Silvia, figlia dei proprietari Enzo e Mara, che ci fa sistemare nelle nostre camere.
L’ambiente è molto moderno e il clima che si respira è di qualità.

Silvia ci accompagna poi dall’Azienda Agricola Le Comunaglie: ci attende un allevamento di Chianina da visitare! Riesco a fare delle bellissime riprese a questi fantastici bovini.

Ma il tempo stringe ed è quasi ora di cena. Torniamo, dopo una visita esaustiva e di qualità, al Rifugio dell’Aquila. Il tempo di una doccia rigenerante e poi siamo subito attivi (e con un certo appetito!).

Prima di sederci a tavola, telecamera alla mano, ne approfitto per fare un giro in cucina dove incontro lo Chef Fabio intento a preparare il nostro Menu Km zero:

Menu

Strudel di zucca e porcini su crema di Parmigiano Reggiano.

Gnocchi di castagne, fonduta di cavolo nero, pecorino e tartufo dell’Appennino.

Carré d’agnello al forno con tortino di porro e patate.

Mille foglie con mousse di ricotta e composta di mirtilli rossi.

È fantastico vedere le sue mani esperte nella preparazione di tutte le portate e lo è ancor di più sentirlo raccontarmi tutte le sue esperienze lavorative in Italia e all’Estero che infine lo hanno ricondotto proprio qui, sull’Appennino Tosco-Emiliano.

Infine ci sediamo tutti a tavola: tra birra artigianale, pane fatto in casa, piatti raffinati e buon vino, la serata passa in fretta e in buona compagnia dello Staff del Rifugio.

Tornato in camera, steso sul letto, riguardo tutte le foto e i video della giornata. Mi torna tutto in mente, tutto insieme e penso quasi di poter racchiudere e descrivere ogni persona in una parola: Passione.
Passione per il Territorio di queste persone, che vogliono trasmetterlo sempre meglio a chiunque, con la tipica genuinità e qualità – due aspetti profondamente radicati nella tradizione Tosco-Emiliana.

Marco Capedri – GIROIDEA.it (Food PR)

Soffermiamoci sul “Km Zero”

Km Zero: una parola che racchiude in sè un concetto di qualità, ma cosa significa davvero?

Un prodotto a “Km Zero” è un prodotto che, oltre a garantire qualità e freschezza nel rispetto dell’ambiente, riduce l’inquinamento causato dai trasporti.

Un prodotto a “Km Zero” si fonda sulla fiducia verso chi si occupa di farlo crescere con cura e con i giusti metodi, per offrirlo direttamente al consumatore.

Un prodotto a “Km Zero” valorizza la produzione locale e recupera il legame con le origini, esaltando gusti e sapori tipici, tradizioni gastronomiche e produzioni locali.

Un prodotto a “Km Zero” valorizza il consumo dei prodotti stagionali, recuperando così il legame con il ciclo della natura e le produzioni agricole.

Un prodotto a “Km Zero” tiene viva la produzione locale e ne accresce il valore.

Un prodotto a “Km Zero” è pensato per le persone che vogliono riscoprire i sapori di una volta, o semplicemente scoprirne di nuovi nei posti che visitano.

Il Menu Km Zero del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, tiene conto di tutte le realtà nel suo territorio per poterle divulgare tramite il loro gusto unico, in tutto il Mondo. Le ricette tradizionali e la rivisitazione di esse, venute in contatto grazie alla vicinanza tra le diverse regioni che sono racchiuse nel Parco, sono per il Territorio un motivo di vanto che ogni palato può gustare.

Italianità ed esclusività nella sua forma più pura.

Marco Capedri – GIROIDEA.it (Food PR)

Ristorante Il Capolinea – Castelnovo ne’ Monti (RE)

Castelnovo ne’ Monti: è questa la città che fa da cornice al ristorante Il Capolinea. Di primo impatto, dopo giorni di strade percorse tra prati e monti, ci sentiamo un po’ strani a vedere una città abbastanza grande come Castelnovo e cominciamo a pensare come si possa applicare il Menu Km zero anche lì.

Eppure vi assicuro che appena ci siamo seduti a tavola, tutti i dubbi sono spariti. Ma procediamo con ordine: arrivati al ristorante, veniamo accolti con gentilezza da Giancarlo e sua moglie Stefania che si occupano della gestione così come della cucina.

Per mostrarci un loro fornitore a Km0, ci portano da Iccio (salumeria Zanelli) che con abilità ci mostra la preparazione dello stesso Zuccotto di Bismantova che Giancarlo e Stefania andranno a cucinare poco più avanti: è entusiasmante riprendere con la cinepresa le mani di un esperto in questa lavorazione.

Arriva presto l’ora di cucinare: salutiamo così Iccio per dirigerci nella cucina del Capolinea.

Sistemati meglio e al caldo, ho modo di osservare la scultura che accoglie chiunque entri nel locale. Giancarlo ci spiega che rappresenta un ipotetico movimento di treni ad un Capolinea, opera dello scultore Giorgio Benevelli, col quale abbiamo l’onore di parlare prima della degustazione del Menu.

È ora di cena ed è qui che i sapori ci ricordano non più la città, ma paesaggi verdi e sconfinati che caratterizzano l’Appennino Tosco-Emiliano, giustamente evocato da questo menu:

Menu

Sformatino di zucca in cialda e balsamico tradizionale.

Tagliolini all’uovo con prosciutto crudo con scaglie di Parmigiano Reggiano.

Zuccotto di Bismantova con zabaione al lambrusco e purea di patate e fagioli.

Budino di mele e croccante alle noci.

Un’esplosione di sapori incredibilmente dettagliata e curata dalle mani esperte di Stefania.
E dall’antipasto al dolce, tra una chiacchiera e l’altra, la serata trascorre veloce lasciandoci un tepore e una felicità che ormai abbiamo imparato a conoscere in tutti i ristoranti che abbiamo visitato.

Marco Capedri – GIROIDEA.it (FOOD PR)