Osteria Il Fortino – Busana (RE)

Appena arrivati all’Osteria Il Fortino, veniamo accolti con gentilezza per riscaldarci dalla nebbiosa giornata che ci aveva sorpresi.

Guardandomi intorno, noto un posto tenuto con cura ma con la semplicità che chiunque ricerca in un mezzogiorno come questo. Non tardano molto ad arrivare i primi lavoratori per la pausa pranzo, impazienti di assaggiare un buon bicchiere di vino e dello gnocco fritto.

Senza-titolo-2Parlando con Laura, cuoca e moglie di Alberto, emerge la filosofia de Il Fortino: una ricerca profonda nella tradizione e nel calore che trasmette alle persone che vogliono riassaporare i piatti emiliani “come li faceva Mamma”.

Senza-titolo-1Ma il tempo stringe e il locale è sempre più pieno, così ci spostiamo in cucina dove persino noi aiutiamo a stendere la pasta e a piegare i cappelletti! Che dire, ci abbiamo preso la mano e i clienti ne erano soddisfatti.

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Arriva il nostro turno e quindi ci sediamo a tavola: le portate scorrono, dallo scarpazzone ai tortellini di castagne, in un Menu Km zero per definizione:

Menu

Polenta fritta con porcini e scarpazzone.

Cappelletti in brodo.

Tagliere di salumi e formaggi nostrani accompagnati con gnocco fritto e salse casalinghe.

Tortellini di castagne.

Tutto squisito e molto abbondante, ma ormai il nostro stomaco è di ferro! Salutiamo ancora Laura e Alberto e l’aiuto cuoco Lindo, che prima di andare ci racconta la sua passione per la cucina davanti a un bel caffè.

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È proprio questo che ci fa felici, pensando a tutte quelle persone che decidono di ritornare nel loro amato territorio dell’Appennino Tosco-Emiliano per poter fare la loro parte e arricchirlo con il loro amore e la loro passione.

Marco Capedri – GIROIDEA.it (FOOD PR)

Qualche istantanea dall’Appennino

Senza-titolo-1“A volte un piatto, col suo gusto e il suo sapore, riesce a trasmettere il sentimento di chi lo prepara.”

 

Senza-titolo-2La produzione del miele della Garfagnana che aspetta di risvegliarsi dall’inverno.

 

Senza-titolo-3La Fortezza delle Verrucole, una delle “Porte del Parco”.

 

Senza-titolo-4Il cielo Tosco-Emiliano visto dal Rifugio Lagdei.

 

Senza-titolo-5Dettaglio del Lago Santo.

 

Senza-titolo-6Neve e Acqua.

 

Foto by Marco Capedri – GIROIDEA.it

Rifugio di Pratizzano – Ramiseto (RE)

3° giorno, ma sembra ancora il primo: infatti anche se di prima mattina, dopo una notte passata a selezionare i video giusti, mi sento fresco e carico per scoprire cosa ci riserva la tappa sull’Appennino Tosco-Emiliano di oggi.

Pochi Km di macchina e arriviamo al Rifugio di Pratizzano; da subito mi colpisce il paesaggio e la struttura, posta vicino al bosco. Il tempo che troviamo non è dei migliori, ma troviamo rifugio (appunto) in questo posto che si presenta molto accogliente e caldo. Dopo le presentazioni con il proprietario Stefano, prendo in mano la cinepresa e comincio a riprendere ogni angolo del locale, compresa la cucina, nella quale incontro la cuoca Iulca e il cameriere Mirko.

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Nonostante il tempo instabile, Stefano, Guida di montagna con molta esperienza nelle zone dell’Appennino, ci accompagna a visitare il Lago Calamone. È uno spettacolo unico per noi gente di città vedere un lago piatto a fine Autunno, a ridosso di una montagna ricoperta di alberi dalle foglie gialle e arancioni.

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Facciamo tutti gli scatti e le riprese che ci servono, costeggiando tutto il lago mentre chiacchieriamo riguardo alle bellezze che l’Appennino ha da offrire.
In men che non si dica, è già ora di pranzo: torniamo tutti al rifugio dove un posticino vicino al camino ci attende.

 Il Menu Km zero del Rifugio Pratizzano sembra essere quello che ci serve per una giornata piovosa come questa:

Menu

Crostini di polenta al forno con pesto di lardo reggiano.

Tortelli di patate al sugo di noci.

Filettino di maiale alla fiamma con verdure grigliate.

Torta di castagne con zabaione caldo.

Liquore di caffè caldo.

Prima di gustare queste prelibatezze, facciamo un salto in cucina dove riprendiamo la preparazione dei piatti che avviene secondo la tradizione: si respira un clima gioioso, ci si sente a casa e perché no, anche coccolati.

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Al momento dell’assaggio, tutti i sapori si sprigionano e come vorrei raccontarveli! Più andiamo avanti e più spero di riuscire a trasmettere il tutto con una foto, con una ripresa dall’angolazione giusta… Insomma, avrei voluto avervi tutti lì con noi per quella settimana per darvi la giusta idea.

Le portate scorrono e in men che non si dica, arriviamo alla fine del pranzo. Un pranzo da aggiungere al nostro bagaglio, questo è certo. Come ultima cosa, Stefano ci porta a vedere le camere da letto di cui dispone il Rifugio e di pomeriggio inoltrato, finisce la nostra tappa a Pratizzano.

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Nella strada verso il prossimo ristorante, ho il tempo di riordinare i video appena fatti. È stata una mattinata impegnativa, ma il sentimento che mi sono portato dietro è stato quello di una serenità e allegria difficile da trovare; un sentimento che sento sempre di più appartenere a questo bel Territorio.

Marco Capedri – GIROIDEA.it (FOOD PR)