Il bosco perfetto

A stagione conclusa, riposti cesto e scarponi sulla famosa mensola, e’ tempo di bilanci, possibilmente in compagnia di amici ma con gambe rigorosamente sotto il tavolo, per spararne di enormi e quasi incredibili, nella speranza di stupire i commensali; e’ in questo periodo che si fanno gia’ programmi per il prossimo anno, cercando di individuare il “bosco perfetto”, luogo ancora vergine, lontanissimo, scomodissimo…..si’, perche’ ancora molti di noi credono che esista, sull’appennino, un posto sconosciuto a tutti, come se “lontanissimo ed altissimo” fosse sinonimo di enormi porcini al limite della trasportabilita’!

Ecco perche’ e’ un classico che il fungaiolo standard, sceso dall’auto, indossati gli scarponi, tracci nel bosco una riga immaginaria, il piu’ verticale possibile e, seguendo questa, si fiondi verso le Colonne d’Ercole, salvo scoprire al ritorno, lingua a terra, che:

a) i funghi erano tutti intorno all’auto, nel raggio di 50 metri!

b) il luogo lontanissimo e raggiunto a fatica era invece facilmente accessibile da altra orda barbarica tramite strada provinciale 58 posta sul versante opposto del monte!

Ne e’ la riprova quanto accaduto a Rene’ il Portoghese ed al suo socio e suocero Giova, allorche’ una mattina dell’autunno trascorso, giunti col buio in quel del Passo dei Due Santi, diedero fuoco alle polveri avventurandosi sui pendii del Rio Verde.

Ma mentre Giova, forte della sua esperienza, rimane nei paraggi dell’auto, Rene’ il Portoghese, temerario all’ennesima potenza, traccia la famosa riga nel bosco e si lancia nella ricerca.

Dopo ore di caccia grossa, ove in effetti di funghi ne aveva trovati davvero tanti, verso meta’ pomeriggio, pensa bene sia giunta l’ora di tornare all’automezzo e ricongiungersi col Giova: da qui comincia la vacatio nulla diretionis………ove Rene’ incrocia di tutto….ruscelli…..cinghiali…..mai  imbroccando la retta via!

Ed allora parte il primo SOS, verso la morosa a Medesano: “Non aspettarmi, faccio tardi……forse ….dormo….nel bosco !”

La povera ragazza organizza immediatamente le ricerche, rintraccia telefonicamente il padre Giova e lo raggiunge ai Due Santi, ma lui non sa da che parte possa essere finito Rene’, che nel frattempo, dopo essersi scartavetrato in un rasaio, attraversa le gallerie dell’Autocamionale della Cisa, fino a raggiungere l’abitato di Monti di Pontremoli; qui blocca la prima auto che passa e convince l’autista del mezzo ad accompagnarlo al casello di Pontremoli, ove alle 21.45 avviene la carrambata tra Rene‘, la morosa ed il saggio Giova.