Il compagno di merende

Parlando di nuove strategie e luoghi da scoprire, si arriva di necessita’ a trattare del cosiddetto “compagno di merende“, di colui cioe’ che hai battezzato, dopo durissima selezione ed  innumerevoli prove, quale socio ideale per il successivo anno micologico.

E’ una sorta di calciomercato che si svolge tra fungaioli durante l’inverno, ove i pezzi piu’ pregiati sono subito accaparrati: per capirne la sottile filosofia occorre partire da pochi ma fondamentali presupposti:

1) Ognuno di noi ha un suo modo di andar per funghi, frutto dalla malizia ed esperienza acquisita nel corso degli anni;

2) A funghi, onde evitare inevitabili baraonde, e’ bene andarci in due: da soli non e’ il caso, personalmente mi diverto meno ed inoltre non e’ sicuro e prudente; in tre si e’ gia’ quasi in troppi, lo si puo’ fare se estremamente affiatati;

3) Durante l’uscita nei boschi, solitamente nella combriccola, si tratti di due o piu’ componenti, c’e’ sempre un conduttore, una guida che, vuoi per esperienza acquisita, vuoi per conoscenza dei luoghi, organizza e coordina il giro ottimizzando la ricerca, tenendo unita la comitiva.

Risulta quindi immediato comprendere che trovare il cosiddetto “compagno di merende ideale” e’ un impresa non da poco, in quanto questi deve garantire almeno le seguenti caratteristiche:

a) Non sia un neofita del fungo;

b) Essere dotato di buona gamba;

c) Essere dotato del tuo stesso passo nell’andar per funghi;

d) Avere la tua stessa filosofia di approccio al bosco;

e) Essere dotato di un discreto senso dell’orientamento;

f) Avere in dote qualche loco interessante;

g) Se fuoristradamunito risulta preferenziale.

Se si ha la fortuna di incocciare in un personaggio che soddisfa tutti i punti citati, il divertimento ed i cestini sono pressoche’ assicurati; se invece hai la sfiga di far comunella con l’individuo sbagliato….allora sono uccelli per diabetici!

Se non fosse sufficientemente chiaro di cosa sto’ parlando vi cito qualche esempio chiarificatore:

a) Il neofita del fungo: (CODICE GIALLO), inizialmente la situazione e’ da esaurimento nervoso, sei costretto a camminare nel bosco con il socio, costantemente alle tue spalle, che ogni 30 secondi ti chiama, facendoti sempre la stessa domanda: “E’ buono questo?” mostrandoti sempre funghi inguardabili ma mai un porcino, un galletto od una mazza; chiaramente tutt’intorno il mondo intero trova cesti di funghi; l’unica consolazione e’ che, se non lobotomizzato, piano piano il socio migliora!

b) Buona gamba: (CODICE ROSSO) E’ una situazione simile alla precedente, cambia la frase che diventa “Aspetta….sono stanco...” oppure “Vai piano…..” ma il risultato non cambia: esaurimento nervoso! Attenzione pero’, qui occorre addestrare il socio come in settembre i cacciatori fanno nel periodo di prova dei cani da caccia prima dell’apertura: se non gli fai far del fiato la stagione e’ compromessa; a dire la verita’ esiste anche la situazione opposta,  forse piu’ deleteria e pericolosa, allorquando incontri un socio “pie’ veloce“, un incrocio tra Achille e Beep Beep di Willy il Coyote: te ne accorgi subito, alla prima uscita: come Beep Beep ha terminato di allacciare l’ultima stringa degli scarponi……sei travolto da un turbinio di foglie, il bosco e’ tagliato dalla famosa riga in verticale e tu trascorri la giornata alla ricerca del missile scomparso: soluzioni……..nessuna, non lo fa apposta, e’ parte integrante del suo DNA, quindi non cambia!

c) Stesso passo nell’andar per funghi: (CODICE ARANCIO): se vuoi passare indimenticabili giornate nei boschi a far da tiramolla, scegli lui: se vai piano, lui va forte; se vai in giu’, lui torna su, se vai a destra, lui va a sinistra! Soluzioni: perseveranza, l’accordo e l’affiatamento piano piano arrivano!

d) Stessa filosofia di approccio al bosco: (CODICE ROSSO) se ti piace goderti appieno la giornata, guardandoti in giro, scattando anche due foto ai funghi, senza tirarti il collo e magari fermarti a far due chiacchiere od a pelarti una castagna cruda, perche’ la giornata nei boschi non e’ fatta solo di funghi, vade retro da colui che deve far per forza bottino pieno, che deve arrivare per primo sulle fungaie, che non si ferma alla sorgente per bere perche’ non si puo’ sprecare il tempo! Se poi avrete la scalogna di unirvi a questo personaggio e raggiungere una sua fungaia nel momento in cui lui scorge per terra la traccia di pulitura dei funghi, proprio sul suo luogo sacro, assisterete ad una delle scene piu’ strazianti che abbiate mai visto, con torsioni corporali,  conati ed inizio di flagellazione alla Jacopone da Todi! Soluzione: azionate il Parental Control se ci sono bambini e cambiate socio che e’ meglio, lui e’ inguaribile, puo’ arrivare, nei casi piu’ disperati, a fregarvi il cesto!

e) Senso dell’orientamento: (CODICE ARANCIO) E’ un casino: e’ il classico essere umano sprovvisto di bussola cerebrale, che non puoi permetterti di lasciar solo nei boschi neppure per un attimo!

Esiste un solo modo per capire se il nostro socio e’ affetto da tale morbo: basta fermarlo ogni tanto nella macchia e chiedergli, secondo lui, da che parte sta’ l’auto: se ti indica la parte opposta, allora stagli lontano perche’ sicuramente e’ infetto!

Si sono provate terapie correttive o lenitive, tipo il dotarlo di fischietto da utilizzarsi nel momento di emergenza in cui si perde e cosi’ localizzarlo per poterlo recuperare, ma prepariamoci a percorrere chilometri e chilometri su e giu’ per i canaloni; se poi non condivide con te la stessa filosofia di approccio al bosco (punto d) beh, allora fatti immediatamente giustizia da solo! Soluzione: speriamo inventino alla svelta un GPS da sparare in vena e munito di segnalatore incorporato a 2000 volts in caso di rotta errata!

f) Qualche loco interessante: (CODICE GIALLO) mi sembra quantomeno il minimo: “do’ ut des!”

g) Fuoristrada munito: (CODICE GIALLO) Importante, specie se sei tu a non averlo!

Ma attenzione….. may day may day ….. guardatevi assolutamente dalla funesta ipotesi di socio in combinazione d – e – f – g: e’ un clamoroso ed unico esempio di CODICE AMARANTO: trattasi di individuo affetto da BASTARD VIRUS!

Io, nella mia ormai lunga esperienza di cacciatore di funghi, ho avuto la sfiga di incappare in un simil personaggio, e vi garantisco che per due anni ho riscoperto il gioco dei monopoli piuttosto che andare per boschi!

Intanto, LUI non ha il fuoristrada (punto g) perche’ ce l’hai TU (non e’ mica stupido!); poi non conosce luoghi micologicamente interessanti (punto f) perche’, pur essendoci stato portato piu’ volte, non orientandosi, non li ritrova mai (punto e); ma soprattutto ha una filosofia di approccio al bosco modello ATTILA: dove passa lui, non cresce piu’ nemmeno l’erba!

Ma e’ soprattutto la miscela, il mix tra questi fattori gia’ esplosivi che rende il personaggio estremamente pericoloso…………….il mio caso ne e’ un esempio lampante: dopo assidue ed approfondite ricerche, tra i tanti fungaioli conosciuti negli anni precedenti, acquistai al fungomercato ed a parametro zero il mio nuovo socio silvestre; gia’ dalle prime uscite mi resi conto del piccolo difetto di fabbrica che lo caratterizzava, una sorta di piccola carenza di orientamento che pensavo si potesse risolvere con il metodo del fischietto, senonche’ alla prima uscita di sperimentazione, dopo circa 20 minuti di cammino mi venne da chiedere se quello era il giorno della festa delle matricole od ero al centro di una manifestazione sindacale, tanto era il continuo zuffolio del personaggio.

Ricercai allora altri metodi per la soluzione del problema, fino a consultare l’enciclopedia medica di mia zia per scoprire il test dell’auto che, ahime’, diede esito piu’ che positivo: ero fritto!

Ma, come non bastasse, il socio, pur consapevole della mancanza della bussola cerebrale, non se ne curava affatto, andandosene a zonzo per il bosco in maniera del tutto tranquilla e spensiarata, tanto poi bastava fischiare e, come un cane da riporto, arrivava il pirla (io) per il recupero.

Ma la goccia che fece traboccare il vaso fu un bel giorno di fine ottobre quando, durante un’uscita sul Monte Penna, mi combino’ una coppiola di perle con le quali si guadagno’ l’esonero a vita: la giornata fungina non era cominciata nemmeno male: qualche fungo, tra una fischiata per soccorso e l’altra, l’avevo anche trovato, ero anzi arrivato su di una schiarita nel castagno dove alcuni   porcini intonsi facevano bella mostra di se’ tra i mirtilli: e mentre mi accingevo a raccoglierli, sorseggiando quel momento di indescrivibile soddisfazione, sentii dietro di me arrivare Attila che, con gli occhi sgranati qual potentissimo grand’angolo, frugava a 1000 diottrie per scorgere eventuali altre presenze nell’intorno, finche’ all’orecchio mi giunse la classica esclamazione da amputazione testicolare:”..questi pero’ non li hai visti...!” seguita immediatamente da tuffo rugbistico a braccia aperte per “tanare” ed impossessarsi di alcuni esemplari, a non piu’ di un metro da me!

E li’ ti cominciano a girare i maroni da uragano Katrina, e cominci a darti del coglione per l’ultimo salvataggio eseguito; pronunciando preghiere nepalesi per circa un’ora, riuscii a recuperare il senno e la calma, consolandomi del fatto che la giornata, tutto sommato era solo all’inizio………..si’ purtroppo….la gionata era solo all’inizio……..perche’, poco dopo, perla n° 2: procediamo nel bosco, e siccome sul Monte Penna non riesci mai a mettere la testa al di sopra delle chiome, anch’io avevo il mio da fare per orientarmi.

Ed e’ proprio in questi frangenti che Attila decide sempre di allontanarsi, senza piu’ dare tracce di se stesso: preoccupato del fatto che non si sentisse piu’ nemmeno fischiare, decido di chiamarlo urlando il suo nome: “Attilaaaaaaa, Attilaaaaaaaa ………” nulla la prima vociata, nulla la seconda, alla terza sento rispondere con voce fioca fioca, flebile flebile……ma spudoratamente taroccata “eeeeehhh………..eeehhhhhh……” accompagnata da un frusciare di foglie che mi sopraggiungeva da poco distante; smesso di chiamare, decisi di avvicinarmi in silenzio verso il fruscio, per nascondermi li’ vicino, dietro un faggio, ove mi si spalanco’ davanti la cruda verita': THE BASTARD rumava il sottobosco carponi, quale selvaggio ungulato, raccogliendo a man bassa nella fungaia appena scovata, esclamando di tanto in tanto, durante la ramazzata, un flebile e fioco “eeeeehhh………..eeehhhhhh……” a simulare una distanza e lontananza che lo rendessero indisturbato nella raccolta.

Seguirono momenti di moccoli irripetibili, preghiere augurali per malattie ancora da scoprire, che resero indimenticabile quel giorno.

Ma proprio alla luce di queste esperienze, mi permetto di raccomandarvi vivamente un consiglio da frate amico: se vi dovesse mai capitare un CODICE AMARANTO, fate come vi dico: dategli una randellata da disossarlo, scavate una buca profonda in piena selva e sbatteteglielo dentro, indi ricoprite con cura!

Quindi cari amici, occhio alla scelta del “compagno di merende“!

Grande apneista…….

Il mare e’ mosso, il tempo pessimo, quindi il mitico Giorgio risale dall’acqua come una salamandra, si toglie la muta nera e gialla, ripone l’arbalete e prende la digitale, inoltrandosi nel bosco ad immortalare funghi, cosa che gli riesce particolarmente bene!

Grazie Giorgio

Trombetta del morto

Il bosco perfetto

A stagione conclusa, riposti cesto e scarponi sulla famosa mensola, e’ tempo di bilanci, possibilmente in compagnia di amici ma con gambe rigorosamente sotto il tavolo, per spararne di enormi e quasi incredibili, nella speranza di stupire i commensali; e’ in questo periodo che si fanno gia’ programmi per il prossimo anno, cercando di individuare il “bosco perfetto”, luogo ancora vergine, lontanissimo, scomodissimo…..si’, perche’ ancora molti di noi credono che esista, sull’appennino, un posto sconosciuto a tutti, come se “lontanissimo ed altissimo” fosse sinonimo di enormi porcini al limite della trasportabilita’!

Ecco perche’ e’ un classico che il fungaiolo standard, sceso dall’auto, indossati gli scarponi, tracci nel bosco una riga immaginaria, il piu’ verticale possibile e, seguendo questa, si fiondi verso le Colonne d’Ercole, salvo scoprire al ritorno, lingua a terra, che:

a) i funghi erano tutti intorno all’auto, nel raggio di 50 metri!

b) il luogo lontanissimo e raggiunto a fatica era invece facilmente accessibile da altra orda barbarica tramite strada provinciale 58 posta sul versante opposto del monte!

Ne e’ la riprova quanto accaduto a Rene’ il Portoghese ed al suo socio e suocero Giova, allorche’ una mattina dell’autunno trascorso, giunti col buio in quel del Passo dei Due Santi, diedero fuoco alle polveri avventurandosi sui pendii del Rio Verde.

Ma mentre Giova, forte della sua esperienza, rimane nei paraggi dell’auto, Rene’ il Portoghese, temerario all’ennesima potenza, traccia la famosa riga nel bosco e si lancia nella ricerca.

Dopo ore di caccia grossa, ove in effetti di funghi ne aveva trovati davvero tanti, verso meta’ pomeriggio, pensa bene sia giunta l’ora di tornare all’automezzo e ricongiungersi col Giova: da qui comincia la vacatio nulla diretionis………ove Rene’ incrocia di tutto….ruscelli…..cinghiali…..mai  imbroccando la retta via!

Ed allora parte il primo SOS, verso la morosa a Medesano: “Non aspettarmi, faccio tardi……forse ….dormo….nel bosco !”

La povera ragazza organizza immediatamente le ricerche, rintraccia telefonicamente il padre Giova e lo raggiunge ai Due Santi, ma lui non sa da che parte possa essere finito Rene’, che nel frattempo, dopo essersi scartavetrato in un rasaio, attraversa le gallerie dell’Autocamionale della Cisa, fino a raggiungere l’abitato di Monti di Pontremoli; qui blocca la prima auto che passa e convince l’autista del mezzo ad accompagnarlo al casello di Pontremoli, ove alle 21.45 avviene la carrambata tra Rene‘, la morosa ed il saggio Giova.